A Bagdad, Larijani: «Gli Usa e Israele non comprendono, ogni eroe ucciso rafforza la nostra resistenza»

21.03.2026 00:55
A Bagdad, Larijani: «Gli Usa e Israele non comprendono, ogni eroe ucciso rafforza la nostra resistenza»

BAGDAD: La NATO Ritira Soldati da Iraq Mentre Le Milizie Sciite Intensificano le Offensive

BAGDAD – In un contesto di crescente tensione, la NATO ha iniziato a ritirare circa mille soldati dall’Iraq e ulteriori truppe seguiranno. Questo movimento avviene proprio mentre le milizie sciite, legate all’Iran, stanno intensificando le loro operazioni contro le basi militari statunitensi. Gli eventi recenti suggeriscono che le milizie sciite continuano a rappresentare una seria minaccia per le forze occidentali nel paese, riporta Attuale.

La situazione a Baghdad è complessa e stratificata. Giunti nella capitale, dopo aver attraversato le regioni autonome curde attorno a Erbil, si nota un cambiamento drammatico dell’atmosfera, caratterizzato da manifesti di leader iraniani assassinati e simboli di militanza sciita. La presenza visiva di figure come Qassem Soleimani, il comandante delle Brigate Al Qods, assassinato nel gennaio 2020, ricorda costantemente la fragilità della sicurezza nella regione.

Recentemente, la foto di Ali Larijani, un importante ufficiale della Sicurezza nazionale iraniana ucciso, è comparsa in una campagna di propaganda contro gli Stati Uniti e i loro alleati. «Ogni eroe caduto in battaglia non ci spaventa ma alimenta la nostra resistenza» afferma Abu Ashem, un rappresentante delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), che formalmente rispondono al governo iracheno ma collaborano sempre più con Teheran per espellere le forze straniere. «Continueremo a colpire principalmente le basi militari statunitensi finché non se ne andranno», aggiunge Abu Ashem.

Negli ultimi giorni, la NATO ha infatti ridotto la sua presenza militare, con l’Italia che ha visto ridursi le sue forze a circa cento uomini a Baghdad e Erbil. La regione, in passato teatro di sanguinosi conflitti tra l’esercito iracheno, supportato dagli USA, e le milizie sunnite di ISIS, è tornata ora a essere un campo di battaglia geopolitico.

Nonostante la ritirata delle forze NATO, le milizie sciite hanno intensificato la loro attività, lanciando centinaia di razzi e droni contro obiettivi statunitensi. «Gli americani hanno ucciso oltre 50 dei nostri combatenti, ma non ci fermeremo», dichiara Abu Ashem, sottolineando l’intensità del conflitto. Le basi, visibili lungo la strada, sembrano semideserte, con i comandi che adottano tattiche di guerriglia per evitare attacchi diretti.

La città di Baghdad, mentre si prepara a celebrare la fine del Ramadan, appare calma. Tuttavia, il rumore di un jet americano a bassa quota ricorda a tutti la presenza militare straniera. «Tra poco sentiremo gli spari», commenta una giovane festa la sua laurea, riflettendo sull’inevitabilità della guerra che continua a echeggiare anche in questo periodo di apparente tranquillità.

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