A Gaza è in corso una carestia, afferma l’ente sostenuto dall’ONU

29.07.2025 18:15
A Gaza è in corso una carestia, afferma l'ente sostenuto dall'ONU

La crisi alimentare nella Striscia di Gaza: un allerta allarmante

Il 29 luglio, l’Integrated Food Security Phase Classification Initiative (IPC) ha emesso un allerta grave riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza, evidenziando che si sta manifestando una vera e propria carestia. Sebbene il rapporto non classifichi ufficialmente la situazione come carestia, l’IPC sottolinea che l’accesso a cibo e beni essenziali ha raggiunto livelli senza precedenti, portando a un incremento di fame, malnutrizione e malattie, a loro volta causa di un aumento delle morti dovute alla mancanza di alimenti, riporta Attuale.

L’IPC, che rappresenta un’alleanza di 21 organizzazioni e istituzioni intergovernative, tra cui diverse agenzie delle Nazioni Unite come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma Alimentare Mondiale, utilizza metodi e parametri condivisi per valutare la gravità delle carenze alimentari. I governi e le organizzazioni internazionali si basano su queste conclusioni per misurare l’adeguatezza dell’alimentazione nelle diverse popolazioni.

Secondo la metodologia dell’IPC, una situazione di carestia è dichiarata quando una famiglia su cinque deve affrontare una grave mancanza di cibo, quando il 30% dei bambini è severamente malnutrito e quando almeno due adulti ogni diecimila muoiono quotidianamente a causa della fame o di malattie connesse.

Il rapporto dell’IPC rivela che una persona su tre nella Striscia di Gaza trascorre giorni senza cibo, con un aumento preoccupante dei casi di malnutrizione. Tra aprile e luglio, più di 20.000 bambini sono stati ricoverati a Gaza per gravi problemi alimentari, con oltre 3.000 casi di malnutrizione acuta segnalati. Tragicamente, almeno 16 bambini hanno perso la vita a causa della fame.

Fra le cause della carestia citate nel rapporto vi sono gli intensificati bombardamenti israeliani e l’aumento delle operazioni militari nell’area, accompagnati dalle rigide restrizioni imposte dal governo di Benjamin Netanyahu sull’importazione di cibo e beni essenziali.

L’IPC ha espresso preoccupazione anche riguardo alla Gaza Humanitarian Foundation, l’organizzazione creata per gestire la distribuzione di cibo nella Striscia. Secondo l’IPC, le risorse fornite sono insufficienti e il sistema di distribuzione esclude i più vulnerabili, creando condizioni che hanno già causato numerosi morti. Da quando la GHF è diventata operativa, alla fine di maggio, centinaia di palestinesi sono stati uccisi nelle vicinanze dei centri di distribuzione o durante le operazioni di aiuto.

Anche se il sistema di distribuzione fosse operativo senza violenze, il risultato finale sarebbe comunque tragedia, portando inevitabilmente alla fame della popolazione, evidenziando così l’urgenza di interventi risolutivi tempestivi per affrontare questa crisi.

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