Accordo inedito tra Turchia e Australia per la presidenza della COP31 in programma ad Adalia

20.11.2025 08:35
Accordo inedito tra Turchia e Australia per la presidenza della COP31 in programma ad Adalia

Accordo inaspettato tra Turchia e Australia per la COP31

Dopo prolungate trattative, Turchia e Australia hanno raggiunto un insolito accordo per ospitare la COP31, la conferenza sul clima che l’anno prossimo si terrà dopo quella attualmente in corso a Belém in Brasile. L’evento sarà ospitato dalla Turchia, ma la presidenza della conferenza sarà affidata all’Australia. Questo compromesso ha permesso di superare un stallo nelle negoziazioni che stava generando imbarazzo durante le fasi finali della conferenza di Belém, ma ha suscitato delusione tra molti piccoli stati della regione del Pacifico, riporta Attuale.

Le conferenze sul clima sono eventi politici di primaria importanza per discutere il cambiamento climatico e stabilire regole per mitigarne gli effetti e controllare il riscaldamento globale. Delegazioni di quasi tutti i paesi del mondo si riuniscono per due settimane per affrontare questi temi e per votare sulla location della conferenza successiva. Di solito, i paesi candidati meno forti rinunciano, portando a una votazione senza ostacoli, ma quest’anno sia la Turchia sia l’Australia hanno dimostrato una ferma determinazione a non cedere.

L’Australia ha avviato la propria campagna per ospitare la conferenza anni fa, sostenuta dal Partito laburista, che ha iniziato a mobilitarsi nel 2021, prima di conquistare le elezioni politiche nel paese. L’intento era quello di organizzare la prima COP nell’area del Pacifico, coinvolgendo stati insulari come Papua Nuova Guinea e Tuvalu, già colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. Negli ultimi tempi, però, la Turchia ha espresso un forte interesse per ospitare la COP31, ricevendo sostegno da gran parte dei paesi europei.

La situazione è stata seguita con crescente apprensione durante la conferenza di Belém. L’assenza di una soluzione avrebbe rappresentato motivo di imbarazzo per la COP mentre, come stabilito dalle regole, si sarebbe dovuta organizzare la conferenza a Bonn, in Germania, sede della principale organizzazione sul clima delle Nazioni Unite. Il governo tedesco ha però comunicato di non voler essere coinvolto in questa fase, a causa delle difficoltà logistiche nel gestire delegazioni provenienti da centinaia di paesi e la fiera dell’economia verde che accompagna ogni COP.

Mercoledì, dopo alcune consultazioni, il governo australiano ha annunciato di rinunciare a ospitare la COP31, ma ha raggiunto un accordo con la Turchia. La conferenza si svolgerà nella città costiera di Adalia, nel sud-ovest del paese, ma la presidenza sarà affidata a Chris Bowen, il ministro del Clima dell’Australia, una formula inedita per questo tipo di conferenze.

La notizia non è stata ben accolta dai rappresentanti degli stati insulari del Pacifico, che avevano sperato in una COP in Australia per elevare le loro richieste relative allo stanziamento di fondi per affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Justin Tkatchenko, ministro degli Esteri di Papua Nuova Guinea, ha dichiarato: «Siamo tutti scontenti e delusi dal fatto che sia finita in questo modo. […] La conferenza sul clima in questi anni non ha portato a nulla. È solo una fiera di chiacchiere e non riconduce alle loro responsabilità i grandi inquinatori».

Bowen ha risposto agli attacchi annunciando un possibile evento collaterale in uno degli stati insulari del Pacifico prima della COP31, anche se questo rimane solo una proposta. Il governo australiano spera che grazie all’accordo, la Turchia possa gestire la logistica della conferenza e della fiera annessa, lasciando all’Australia la conduzione delle negoziazioni.

L’accordo tra i due paesi per la COP31 sarà sottoposto al voto delle delegazioni a Belém entro la conclusione della conferenza, senza aspettative di sorprese ora che un compromesso è stato trovato.

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