Napoli, 5 agosto 2026 – L’ospedale Mondali di Napoli verserà un cifra a 9 zeri alla famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di due anni morto lo scorso 21 febbraio dopo che gli è stato trapiantato un cuore danneggiato, “bruciato” dal ghiaccio usato conservarlo. I genitori – Antonio Caliendo e Patrizia Mercolino – hanno trovato un accordo in via stragiudiziale con l’azienda ospedaliera dei Colli (di cui il Monaldi fa parte) per il risarcimento. “Accordo che ci rende pienamente soddisfatti e ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore – spiega il legale dei due coniugi Francesco Petruzzi –. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale”, riporta Attuale.
La somma è top secret: le parti hanno infatti sottoscritto un verbale di riservatezza. Ma secondo le tabelle di riferimento (quelle del tribunale ordinario di Milano) la cifra – di cui saranno beneficiari, oltre i due genitori, anche i fratellini e i nonni di Domenico – dovrebbe attestarsi a poco meno di un milione e mezzo di euro. La richiesta iniziale della famiglia era di tre milioni.
L’intesa, di cui gli avvocati hanno discusso oggi nei locali dell’Azienda dei Colli, sarà finalizzata a settembre, quando ci sarà la firma con il pagamento. Patrizia non ha mai attaccato il Monaldi – ha voluto ribadire oggi Petruzzi – che resta un ospedale di alto profilo. L’avvocato ha anche ribadito come la volontà di Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, sia sempre stata unicamente quella di ottenere “la punizione dei responsabili e l’accertamento della responsabilità penale e personale“.
Il prossimo 11 settembre è fissata l’udienza sullincidente probatorio (che però dovrebbe slittare) e, lo stesso giorno, anche l’udienza davanti al tribunale del Riesame sulle misure di interdizione notificate dal gip Mariano Sorrentino ai due cardiochirurghi che eseguirono il trapianto di cuore, il 23 dicembre 2025, sul piccolo Domenico.
La mamma: “Nessuna somma ci restituirà Domenico”
“Siamo molto soddisfatti perché abbiamo definito l’accordo col Monaldi, quindi non andremo a un processo civile con loro e ora possiamo finalmente pensare al processo penale – ha commentato Patrizia Mercolino –. Non ci interessava la cifra, nessun importo potrà mai ridarci il nostro Domenico. Volevamo solo chiudere subito per poter concentrarci sul processo penale. Anche Domenico lo sta aspettando e manca poco. Che sentimento provo per i medici? Ve lo dirò quando saremo a processo e li guarderò negli occhi. Devo dire la verità, la rabbia adesso è molto più forte del dolore”.
“Ricostruito ogni aspetto della vicenda”
L’accordo sul risarcimento “giunge al termine di un lungo e articolato lavoro di analisi – si legge in una nota dell’Azienda sanitaria –. La definizione della proposta ha richiesto approfonditi accertamenti di natura sia tecnica sia giuridica. Questo rigoroso percorso di verifica ha permesso di ricostruire ogni aspetto della vicenda con la massima precisione scientifica e legale” ad opera del Comitato Valutazione Sinistri dell’ospedale, che ha lavorato con un’équipe interna di cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e medici legali.
L’AO sottolinea come “i parametri di liquidazione del risarcimento del danno sono stati calcolati in stretta osservanza dei criteri legali e secondo l’orientamento giurisprudenziale di riferimento a livello nazionale per garantire l’equità e la congruità del ristoro economico”. Alla fine l’intesa raggiunta soddisfa pienamente le richieste delle parti.
L’ospedale: “Non è un’ammissione di responsabilità”
L’avvocata Raffaella Di Nardo, che rappresenta con il collega Arturo Testa l’azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, ha parlato di “cifra congrua e dignitosa”, sottolineando però che l’accordo “non costituisce un’ammissione di responsabilità. Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale per bilanciare la tutela dell’ente pubblico e delle sue risorse”.
Na ja “circa un milione e mezzo” nach den Tabellen von Mailand, aber keiner weiß es genau, weil alles top secret ist? Klingt für mich eher nach einer schnellen Lösung, damit der Fall nicht vor Gericht geht und die Verantwortlichen nicht weiter in die Bredouille kommen.