Roma, 28 gennaio 2026 – Il Tribunale per i Minori di Roma confermerà l’affidamento ai nonni materni e al sindaco di Anguillara, in qualità di tutore, del figlio di Federica Torzullo, la donna uccisa a coltellate dal compagno Claudio Carlomagno. Verrà confermata la decisione già applicata il 17 gennaio scorso, riporta Attuale.
La sorella di Federica vuole incontrare Carlomagno in carcere
Nel frattempo, la sorella di Federica ha richiesto di poter incontrare Carlomagno in carcere. “La lettura che va data a questa aspettativa è quella che fa capire la determinazione della famiglia Torzullo nel voler arrivare alla verità che non è ovviamente quella raccontata dall’indagato davanti al Gip”, ha spiegato l’avvocato Carlo Mastropaolo all’uscita dalla villetta di Anguillara Sabazia, dove si sono tenuti accertamenti sulla casa e sull’auto dell’uomo.
”Il movente dell’omicidio deve essere necessariamente ricercato nella non accettazione da parte di Carlomagno della separazione dalla moglie e probabilmente anche nella sua relazione con un altro uomo. La premeditazione è ancora un tema prematuro sul quale non possiamo tirare conclusioni; è certo che la Procura di Civitavecchia non sta trascurando elementi indiziari in questo senso”, ha aggiunto il legale.
L’avvocato ha anche parlato del figlio della coppia, vittima innocente di una tragedia infinita. ”Non era intenzione di Federica escludere il padre nella relazione con il figlio: lei era grata al marito per il suo rapporto con il figlio e che Claudio Carlomagno fosse un bravo papà”. Secondo il legale, Carlomagno nella sua confessione avrebbe fornito ”una versione di comodo che ho trovato scomposta. Stefania vuole la verità, la versione che Claudio non ha raccontato davanti al Gip”. Gli accertamenti odierni, spiega Mastropaolo, ”riguardano l’estrazione dei dati del gps della vettura dell’indagato e saranno volti ad accertare, a ricostruire i movimenti della vettura dell’indagato nelle prime ore del 9 gennaio”.
Periti di parte: “Accertamenti sull’auto fondamentali per capire eventuali complici”
“L’accertamento sull’auto restituirà sicuramente molti dati: è stato abbastanza semplice, la macchina è abbastanza nuova e tecnologica, quindi i dati che verranno restituiti saranno molto importanti per tutte le indagini e capire quello che è successo. È stata analizzata la memoria interna dell’auto e la centralina”, ha spiegato Antonio Mancini, perito nominato dalla famiglia Torzullo.
L’accertamento, spiega Federico Zorzi, ”è fondamentale per avere tutti i dati diretti e indiretti, come comunicazioni e spostamenti, per arrivare a un quadro dell’utilizzo sia del veicolo sia dei sistemi di infotainment dello stesso”. Inoltre, spiega Zorzi, ”capendo gli esatti spostamenti dell’auto e gli agganci delle celle telefoniche, sarà possibile capire se ci sono altri dispositivi che hanno avuto un comportamento, definito ‘pattern’, simile, uguale. Questo è dirimente per capire se Carlomagno ha avuto eventuali complici.