AfroféminasGPT: l’intelligenza artificiale che rivela il razzismo nei chatbot globali

25.12.2025 18:15
AfroféminasGPT: l'intelligenza artificiale che rivela il razzismo nei chatbot globali

Rivoluzione digitale per la lotta contro il razzismo: nasce AfroféminasGPT

Con l’emergere dei chatbot, come ChatGPT, che semplificano il razzismo a un pregiudizio individuale, AfroféminasGPT si propone come strumento innovativo e pertinente. Inaugurato a fine ottobre 2025, il progetto mette in luce il razzismo come “una struttura di potere che gerarchizza gli umani per presunte differenze razziali, legittimando predominio, esclusione e disumanizzazione”, riporta Attuale.

Contrariamente alle definizioni generiche che semplificano il problema, questa nuova iniziativa offre un’analisi profonda e documentata. Ricerche pubblicate su riviste come Nature e The Lancet hanno evidenziato la presenza di bias razziali nei sistemi di intelligenza artificiale, in particolare nei confronti delle comunità afroamericane. Questo approccio si distingue per la sua totale indipendenza dalla connessione a internet, spesso contaminata da pregiudizi, utilizzando esclusivamente testi di autori e autrici di spicco nel pensiero nero e decoloniale, come bell hooks, Angela Davis e Frantz Fanon.

L’origine da una storia vera

Il progetto prende vita da Antoinette Torres Soler, un’attivista cubana di 50 anni trasferitasi a Saragozza. Dopo aver lasciato Cuba quasi due decenni fa, ha dovuto affrontare le sfide di una donna, nera, migrante, elementi che l’hanno spinta a cercare relazioni nuove. “Ti rendi conto che l’esperienza di una donna nera in Spagna è uguale a quella in Argentina, Colombia o Germania”, ha dichiarato a El País, evidenziando che ciò che consideriamo opinioni personali è, in realtà, un problema strutturale.

Nel 2013, Torres fonda Afroféminas, una piattaforma dedicata a dare voce alle identità nere e combattere il razzismo, creando connessioni tra Nord e Sud del mondo. Oggi vive in una Saragozza che rappresenta un polo tecnologico, con 20 data center e investimenti intorno ai 50 miliardi. Nel maggio 2025, un corso sull’intelligenza artificiale le cambia la vita: “Quando mi hanno spiegato il GPT, ho pensato che potesse essere utile per l’attivismo”, ha dichiarato. “L’IA generativa è un terreno fertile per i movimenti sociali, nonostante le contraddizioni. C’è spazio per creare e preservare conoscenza”.

Un archivio vivo di voci nere

La creazione di AfroféminasGPT è paragonabile alla costruzione di un diario familiare. Torres ha scelto testi etici, liberi da copyright: frammenti di pdf accessibili tra attivisti, da Kimberlé Crenshaw a Victoria Santa Cruz e Yuderkys Espinosa Miñoso. “Ogni passo è il più etico possibile”, spiega a El País, ribadendo che non desidera utilizzare alcuna rete per evitare il razzismo presente online. Il risultato è un GPT che cita Stuart Hall per smontare stereotipi, preservando le voci senza “diluirle o sbiancarle”.

Sogni etici e afrofuturisti

In poche settimane, il progetto ha ricevuto oltre 800 richieste, rappresentando un significativo successo per un progetto autogestito basato su donazioni private. Torres non si accontenta e mira a sfruttare l’intelligenza artificiale a favore dell’afrofuturismo, immaginando mondi migliori. Ha realizzato cortometraggi come “La papelera“, esplorando le “maschere bianche” descritte da Frantz Fanon, che riflettono la necessità delle donne nere di adattarsi per sopravvivere. “Io creo figure di donne nere in contesti mai visti prima”, conclude con determinazione. “Nessuno può dirmi che sto togliendo qualcosa che non c’era”.

1 Comments

  1. È incredibile come un progetto come AfroféminasGPT possa far luce su problemi strutturali così profondi! È fondamentale affrontare il razzismo in modo così diretto e consapevole. Spero che iniziative simili possano stimolare riflessioni anche in Italia, dove le discriminazioni prendono forme diverse. È ora di creare un cambiamento reale!

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