Aggressione in treno a Monza, una modella brasiliana denuncia: “Ho temuto per la vita”

07.11.2025 20:25
Aggressione in treno a Monza, una modella brasiliana denuncia: "Ho temuto per la vita"

Monza – Domenica scorsa, Stephanie Amaral, giovane modella di origine brasiliana, è stata vittima di un’aggressione perpetrata da un uomo di origini gambiane su un treno regionale tra Ponte San Pietro e Milano Porta Garibaldi. L’aggressore, di 26 anni, ha iniziato l’aggressione lanciando una bottiglietta d’acqua, per poi colpirla selvaggiamente con pugni e calci, mentre la giovane era circondata dall’indifferenza dei passeggeri, riporta Attuale.

“Ha provato a prendermi per il collo, credevo di morire”

“Ho creduto di morire. Ha provato a prendermi per il collo. A quel punto ho spruzzato la prima volta lo spray al peperoncino per allontanarlo”, ha raccontato Stephanie, che ha condiviso la sua drammatica esperienza su Instagram. Le fotografie pubblicate l’hanno aiutata a identificare l’aggressore. Dopo circa 36 ore dall’aggressione, mercoledì mattina, il giovane è stato riconosciuto alla stazione di Carnate dagli addetti alla sicurezza di Trenord, che hanno immediatamente informato la polizia ferroviaria di Monza.

Una prognosi di cinque giorni per le lesioni

I carabinieri della Stazione di Arcore sono intervenuti raccogliendo la denuncia di Stephanie, che è stata medicata all’ospedale di Monza, dove le è stata diagnosticata una prognosi di cinque giorni. Il giovane aggressore è stato denunciato per lesioni personali aggravate.

“Sono riuscita a scappare, ma ci sono tante ragazze che vengono uccise da tipi come questi”

La vittima ha espresso la sua indignazione sull’indifferenza generale durante l’aggressione: “Le persone mi vedevano mentre venivo picchiata ma nessuno è intervenuto. Non era l’ora di punta, ma c’era tanta gente. Alcuni volevano litigare con me per aver usato lo spray che mi ha salvato la vita. Ogni giorno, per una donna da sola in un Paese che diventa sempre più pericoloso, diventa quasi impossibile anche solo sopravvivere…”

Permesso di soggiorno scaduto, recidivo: già noto per altre aggressioni

Il giovane gambiano, già noto per aggressioni simili in altre province, risultava avere un permesso di soggiorno scaduto. Il Questore di Palermo aveva emesso nei suoi confronti un foglio di via obbligatorio di quattro anni, a seguito di un precedente attacco con coltello a una ragazza in un bar. Nonostante questo, era libero di circolare sui treni.

L’immigrato irregolare sarà rimpatriato

Dopo il riconoscimento, gli agenti della Questura di Monza lo hanno accompagnato all’Ufficio Immigrazione. Grazie all’accertamento della sua condizione di irregolarità, il questore Filippo Ferri ha disposto il suo collocamento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, in attesa dell’organizzazione del viaggio di rimpatrio nel Paese di origine.

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