Uccisione di Alain Orsoni: ex politico autonomista assassinato in Corsica
Alain Orsoni, ex politico autonomista e figura controversa in Corsica, è stato ucciso il 12 gennaio nel comune di Vero, mentre partecipava al funerale della madre. L’assassinio è avvenuto a distanza, con colpi d’arma da fuoco sparati da centinaia di metri. Orsoni, noto per il suo sostegno alla maggiore autonomia della Corsica, aveva 71 anni e, prima della sua morte, aveva subito diversi tentativi di omicidio, vivendo all’estero per anni. I quotidiani francesi segnalano che il giorno dell’assassinio non indossava il giubbotto antiproiettile di cui di solito si avvaleva, riporta Attuale.
Originario di Ajaccio, Orsoni era nato nel 1954 e aveva avuto carriera politica come militante autonomista, sostenendo l’indipendenza corsa su vari fronti. Fu tra i militanti del Fronte di Liberazione Nazionale Corsa (FLNC), il principale gruppo indipendentista attivo nell’isola. I membri del FLNC hanno storicamente condotto numerosi attacchi contro le autorità francesi. Nel 1980, Orsoni partecipò a un attentato a Parigi che ferì quattro gendarmi, venendo arrestato e liberato nel 1982 grazie a un’amnistia.
L’autonomismo in Corsica ha radici storiche profonde. La corsa ha una propria identità culturale e linguistica ed è stata indipendente per un breve periodo nel XVIII secolo. L’occupazione francese nel 1769 segnò l’inizio di un lungo dominio. A partire dagli anni Sessanta del XX secolo, la crescita del movimento autonomista giunse anche a causa degli esuli corsi e dei francesi che lasciarono l’Algeria dopo l’indipendenza. Questo ha portato a tensioni locali e programmi governativi fallimentari, aggravando le difficoltà della popolazione nativa.
Negli anni ’80, Orsoni divenne una figura di spicco a livello locale, servendo come deputato all’Assemblea della Corsica. Eppure, il potere del FLNC cominciò a ridursi negli anni ’90 a causa di scissioni interne. Nel 1990, fondò il Movimento per l’Autodeterminazione, partito politico autonomista che operò fino alla fine degli anni ’90.
Diversi militanti del FLNC, per finanziare le loro attività, instaurarono legami con il crimine organizzato, aumentando le tensioni interne. Questo culminò in una serie di omicidi tra il 1992 e il 1996 che coinvolsero figure di spicco dell’autonomismo corso. Temendo per la sua sicurezza, Orsoni lasciò la Corsica nel 1996, vivendo in vari paesi come Stati Uniti e Nicaragua prima di fare ritorno nel 2008.
Dopo il suo rientro, Orsoni assunse la presidenza dell’AC Ajaccio su richiesta dell’ex presidente e suo amico, Michel Moretti. Questo periodo ha visto una crescente attenzione mediatica su di lui, anche se mantenne sempre un profilo basso riguardo alla sua sicurezza, viaggiando spesso con guardie del corpo e in auto blindata. Nel 2008, un piano per assassinarlo fu sventato dalla polizia.
Nel 2023, Orsoni lasciò la presidenza dell’Ajaccio a causa delle difficoltà finanziarie del club. Prima di essere assassinato, risiedeva principalmente in Nicaragua, tornando in Corsica solo sporadicamente. La sua figura continuò a essere controversa e, mentre il suo figlio Guy fu condannato nel 2018 per tentato omicidio, aumentò la percezione del legame tra l’autonomismo e il crimine organizzato nell’isola. Questa successione di eventi porta ad una riflessione profonda sulla complessa situazione sociopolitica della Corsica, un’area ancora segnata da tensioni storiche e culturali.