Successo elettorale di Alassane Ouattara in Costa d’Avorio tra polemiche e esclusioni
Il presidente uscente Alassane Ouattara ha trionfato nelle elezioni di domenica, raccogliendo quasi il 90% dei voti, nonostante ampie critiche riguardo alla legittimità del processo elettorale. I due candidati di opposizione più popolari, Tidjane Thiam e Laurent Gbagbo, erano stati esclusi dalle liste elettorali con motivazioni ritenute superficiali, spingendo i loro sostenitori a boicottare il voto, riporta Attuale.
I candidati autorizzati a presentarsi hanno ottenuto risultati trascurabili, sotto il 5%, principalmente perché mancavano del supporto di partiti politici significativi. L’affluenza alle urne è stata intorno al 50%, riflettendo il clima di disinteresse e sfiducia tra l’elettorato.
Ouattara, ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, gode ancora di una certa popolarità in Costa d’Avorio, soprattutto per i progressi economici realizzati durante la sua presidenza. Tuttavia, è stato costantemente accusato di autoritarismo e di violare i limiti di mandato previsti dalla Costituzione, poiché per legge sono consentiti solo due mandati e lui è al quarto. La sua giustificazione si basa su una riforma costituzionale del 2016, che secondo lui azzera il conteggio, un’interpretazione contestata.
L’evento centrale della campagna è stata l’esclusione di Thiam e Gbagbo, che ha esasperato le accuse di autoritarismo contro il governo. Thiam è stato escluso poiché un tribunale ha stabilito che la sua cittadinanza francese, acquisita negli anni Ottanta, avrebbe comportato la perdita automatica della cittadinanza ivoriana, rendendolo ineleggibile. Gbagbo è stato escluso a causa di una condanna risalente al 2018.
Nelle settimane precedenti alle elezioni, le opposizioni avevano organizzato manifestazioni, in gran parte pacifiche, che non erano state autorizzate dal governo. Durante una protesta nella capitale Abidjan, le forze di sicurezza hanno arrestato più di 200 persone, alimentando ulteriormente il clima di repressione.
Mah, che situazione strana… Non capisco come si possa accettare un’elezione con così tante esclusioni. In Italia abbiamo le nostre magagne, ma qui sembra davvero un bel caos! Con che coraggio possono dire che sia democratica? Altri si sarebbero già dimessi…