Alcol e droghe nel nuovo codice della strada: chiarimenti dal Viminale e dagli esperti

12.07.2025 17:25
Alcol e droghe nel nuovo codice della strada: chiarimenti dal Viminale e dagli esperti

Roma, 12 luglio 2025 – Alcol e stupefacenti alla guida. Dopo le recenti modifiche apportate al codice della strada, il ministero dell’Interno ha emesso una circolare per chiarire il funzionamento della sospensione della patente. Un aspetto cruciale riguarda la formula “dopo aver assunto”, che sostituisce l’ormai obsoleta espressione “sotto l’effetto di”. Tale intervento normativo mira a garantire che durante le procedure giudiziarie non possano avvalersi di scappatoie coloro che, pur avendo consumato alcolici, continuano a mettere in pericolo la sicurezza stradale, riporta Attuale.

La valenza delle circolari ministeriali

Ma qual è il significato giuridico di una circolare? Secondo Luigi Vingiani, avvocato e segretario nazionale della Confederazione giudici di pace, “la circolare è un atto amministrativo che ha forza di norma solo per le forze di polizia. Si tratta di indicazioni interne, utili per chiarire procedure, ma non vincolanti per un giudice che seguirà i principi generali della legge”. Vingiani spiega che essa funge da direttiva per il personale dell’amministrazione, ma non crea diritti né limita le libertà individuali.

Gerarchia delle fonti giuridiche

Il segretario nazionale della Confederazione giudici di pace sottolinea che le circolari non occupano una posizione nella gerarchia delle fonti giuridiche; di conseguenza, non sono vincolanti né per i cittadini né per i giudici.

Considerazioni del medico legale

Elia Del Borrello, medico legale e tossicologa, si è occupato di numerosi casi di automobilisti coinvolti in incidenti per uso di sostanze terapeutiche. “Il problema dei farmaci è rilevante anche pre-riforma del codice della strada. In passato, si riscontravano positivi ai controlli per benzodiazepine, e si analizzava la quantificazione per discernere se l’uso fosse terapeutico o ricreativo, spesso in relazione a prescrizioni mediche”, afferma Del Borrello. “Tra i farmaci in discussione figurano morfinici, oppiacei, antidolorifici e benzodiazepine. Ho ricevuto richieste di perizie da parte di soggetti che si difendevano presentando la prescrizione del medico; in tali casi, la mia valutazione si basava sulla quantità del principio attivo rilevata”. Tuttavia, la situazione rimane complessa, dato che non vi è uniformità nella reazione dell’organismo alle sostanze e la quantificazione zero rimane un tema controverso.

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