
L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si trova attualmente in carcere e ha espresso la sua opinione sul generale Roberto Vannacci, sostenendo che quest’ultimo abbia una visione più sovranista rispetto a Giorgia Meloni e Matteo Salvini. I sondaggi indicano che il partito di Vannacci sta raccogliendo consensi a discapito di Fratelli d’Italia e della Lega. Alemanno, sindaco di Roma dal 2008 al 2013, si definisce “sovranista sociale”. In un’intervista a La Stampa, ha dichiarato: “Questo governo conservatore cerca di garantire la difesa dei valori identitari del nostro popolo e questo mi rappresenta. Le politiche economiche e sociali, però, mi sembrano continuazione di quelle di Mario Draghi. Mi auguro che ci sia un ripensamento complessivo perché l’esecutivo non sta rispondendo alle aspettative di chi lo ha votato”, riporta Attuale.
Vannacci e Alemanno
Alemanno è convinto che Vannacci possa avere successo “se saprà costruire un’aggregazione politica ampia e partecipata”. Inoltre, sottolinea che “ha un background di vita, cultura e patriottismo molto superiore a quello di Meloni e Salvini”. Tuttavia, la rottura con Salvini non è paragonabile a quella di Gianfranco Fini con Silvio Berlusconi: “Fini ruppe con il Popolo delle Libertà per andare verso il centro moderato e poi verso un accordo con la sinistra, mentre Vannacci ha rotto con la Lega per andare più a destra”. Alemanno non considera queste scelte come tradimenti, affermando: “Sono scelte politiche che possono essere apprezzate o meno, ma non possono essere demonizzate”. Nonostante ciò, il sovranismo in Italia sembra rischiare di diventare uno slogan privo di sostanza, poiché i partiti che hanno capitalizzato sul sentiment sovranista non attuano politiche coerenti. Tuttavia, osserva Alemanno, “in tutta Europa il vento sovranista sta spirando sempre più forte, come sintomo di un’insofferenza verso un’Unione europea troppo oppressiva”.
Alemanno e Trump
Sul presidente degli Stati Uniti, Alemanno sostiene: “Credo che Trump, pur tra mille stranezze, stia cambiando gli equilibri mondiali in senso positivo e possa essere per noi una sponda per essere più sovrani in Europa”. In merito alla sua detenzione, iniziata il 13 dicembre 2024 per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo, Alemanno commenta: “Nelle carceri italiane c’è un sovraffollamento assurdo che aumenta di mese in mese e rende impossibile la rieducazione dei detenuti, mentre è sempre più facile commettere reati dentro istituti di pena che non riescono a controllare. Nessuna riforma è possibile se non si riduce questa emergenza, consentendo la liberazione anticipata speciale di coloro che hanno mantenuto una buona condotta”.