Allerta botulismo: tre vittime

09.08.2025 05:45
Allerta botulismo: tre vittime

Non bastava l’ansia per la zanzara West Nile. A scuotere le vacanze degli italiani ci si mette anche l’intossicazione da botulino che finora ha causato due morti confermate e un’altra sospetta, oltre a una ventina di ricoverati, inclusi due adolescenti in terapia intensiva e un bambino di undici anni intubato al Gemelli di Roma. Le tragedie sono avvenute tra Cagliari e Diamante, in provincia di Cosenza. L’ultima vittima accertata è Roberta Pitzalis, 38 anni, manager di prodotto, deceduta a Cagliari a seguito di un improvviso aggravamento della sua salute. La donna aveva consumato un taco con salsa di guacamole in un chiosco durante la “Festa Latina” di Monserrato. Nonostante il ricovero all’ospedale ‘Businco’ di Cagliari, ha purtroppo perso la vita a causa delle complicazioni sopraggiunte.

Un’altra vittima è Luigi Di Sarno, 52 anni, originario di Cercola (Napoli), un artista e pittore di strada. È deceduto all’ospedale di Lagonegro dopo aver mangiato un panino con salsiccia e broccoli contaminati, comprato presso un furgone di street food a Diamante. La procura di Paola ha avviato un’indagine guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, che ha iscritto nel registro degli indagati tre individui: il venditore del prodotto contaminato e i legali rappresentanti di due aziende fornitrici del cibo. Il Codacons ha già annunciato che intraprenderà azioni legali a favore delle persone colpite. Gli investigatori hanno messo sotto sequestro il furgone utilizzato per vendere gli alimenti. I primi riscontri indicano che il veicolo era parcheggiato sotto il sole per l’intera giornata, una condizione che potrebbe aver accelerato la proliferazione delle tossine botuliniche in cibi deperibili, se non conservati in modo adeguato. È possibile che il numero degli indagati aumenterà ulteriormente.

Ciò che preoccupa ulteriormente è il ritardo nel riconoscere i sintomi delle intossicazioni: in alcuni casi, ciò ha compromesso le condizioni dei pazienti, causando un deterioramento evitabile. Di Sarno era stato visitato in una clinica a Belvedere Marittima, e ora si teme che i medici non abbiano diagnosticato correttamente né compreso la gravità della situazione, poiché gli era stato consigliato di recarsi in un ospedale meglio attrezzato (è deceduto a Lagonegro durante un disperato tentativo di tornare a Napoli).

Si stanno esaminando anche le circostanze della morte di una donna di 45 anni di Praia a Mare, avvenuta pochi giorni fa, la quale, come Di Sarno, aveva consumato un panino dal food truck e aveva anche lei consultato inutilmente i medici della clinica di Belvedere. Dopo il funerale della donna, la Procura disporrà la riesumazione per effettuare l’autopsia. Per quanto riguarda la tragedia di Cagliari, l’inchiesta ha iscritto sul registro degli indagati il proprietario del chiosco dove sono stati venduti i prodotti contaminati. Il Ministero della Salute ha attivato i protocolli di intervento e mobilitato le scorte nazionali di antidoti necessari per il trattamento salvavita. L’Istituto Superiore di Sanità sta svolgendo analisi diagnostiche e test sugli alimenti sospetti, mentre il Centro Antiveleni di Pavia coordina le diagnosi. Nel frattempo, le Asl locali invitano chiunque abbia acquistato cibo da venditori ambulanti nelle aree di Diamante e Cagliari, e presenti sintomi di avvelenamento, a contattare urgentemente le strutture sanitarie, riporta Attuale.

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