Allerta meningite nel Kent: due morti e undici ricoverati, università sospende esami

16.03.2026 18:25
Allerta meningite nel Kent: due morti e undici ricoverati, università sospende esami

Roma, 16 marzo 2026 – Due giovani sono morti nel sud dell’Inghilterra e altri 11 sono stati ricoverati in condizioni serie: è scattato l’allerta meningite per un focolaio di ceppo non ancora identificato fra l’Università del Kent, situata nell’omonima contea, e una scuola superiore a Faversham, nei pressi di Canterbury. Le autorità sanitarie britanniche hanno confermato i decessi, riguardanti un 21enne studente universitario e una 13enne della Queen Elizabeth’s Grammar School di Faversham. Gli altri undici ragazzi sono ricoverati per “sindrome da meningococco”, alcuni dei quali in stato di setticemia, riporta Attuale.

Controlli precauzionali

Per contenere i rischi, le autorità sanitarie, d’intesa con il governo, hanno avviato controlli precauzionali a vasto raggio in tutta l’area interessata. Finora, sono stati contattati più di 30.000 residenti, invitati a sottoporsi a esami preventivi. I medici del servizio sanitario nazionale stanno lanciando appelli affinché i cittadini si tengano informati senza farsi prendere dal panico, delineando attualmente uno scenario circoscritto. Secondo la BBC, si sospetta che il batterio possa essersi diffuso in un nightclub frequentato da giovani, dove alcuni studenti sono stati in festa nei giorni scorsi prima di essere ricoverati.

L’ateneo sospende esami ed eventi

Per limitare al minimo i contatti, l’Università del Kent ha sospeso tutti gli esami e ha cancellato una serie di eventi. I vertici dell’università hanno dichiarato: “Siamo consapevoli che questo è un momento molto triste e preoccupante per la nostra comunità e stiamo facendo tutto il possibile per offrire consulenza e supporto”.

Le immagini diffuse dai media britannici mostrano lunghe file di studenti nel campus dell’università, dove il personale sanitario distribuisce antibiotici e mascherine come forma di precauzione contro la diffusione della malattia per via aerea. Il numero dei casi, con due decessi e undici ricoverati, è stato definito “insolito” e “preoccupante” da Andrew Preston, professore dell’Università di Bath, specializzato in patogenesi batterica.

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