Alta tensione a Prato: manifestazione pro Remigrazione e contromanifestazioni di sinistra

07.03.2026 12:35
Alta tensione a Prato: manifestazione pro Remigrazione e contromanifestazioni di sinistra

Manifestazione a Prato: tensioni tra destra e sinistra in vista della mobilitazione

Prato, 7 marzo 2026 – Giornata ad alta tensione a Prato, dove si prevede un confronto acceso in seguito a manifestazioni opposte organizzate da diverse fazioni politiche. Oggi alle 15, in piazza Europa, il “Comitato Remigrazione e Riconquista” promuove una manifestazione sostenuta dall’estrema destra, rivendicando che “Prato rappresenta un simbolo delle trasformazioni che hanno investito molte città italiane negli ultimi anni a causa dell’immigrazione incontrollata, ed è proprio da qui che vogliamo ribadire con forza la nostra proposta di legge per la Remigrazione”, riporta Attuale.

In risposta, i partiti politici di sinistra, le associazioni locali e i sindacati hanno indetto due contromanifestazioni: una alle 16 in piazza delle Carceri e l’altra, proposta dal sindacato autonomo Sudd Cobas, alle 15:30 in piazza Duomo. Quest’ultimo ha sostenuto negli anni i lavoratori sfruttati nelle aziende a conduzione cinese.

Tuttavia, l’occupazione a sorpresa della piazza da parte dei Sudd Cobas, avvenuta venerdì, ha complicato la situazione: i manifestanti si oppongono a lasciare piazza Europa. Non si esclude che il presidio del Comitato Remigrazione possa spostarsi in un’altra piazza, con piazza del Mercato come una delle opzioni.

La vigilia della manifestazione non è stata affatto tranquilla. “Abbiamo preso piazza Europa, vogliamo che diventi piazza Europa antifascista” ha dichiarato ieri Luca Toscano, leader dei Sudd Cobas, motivando l’occupazione.

Le polemiche non sono state assenti neppure a livello istituzionale. La decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Prato, presieduto dalla prefetta Michela La Iacona, di autorizzare le manifestazioni, ha suscitato critiche e preoccupazioni. In un comunicato scarno, la prefettura ha affermato che “sono stati esaminati e approfonditi tutti gli elementi di interesse e verranno predisposti i conseguenti servizi a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Questa mattina, a Prato, si è svolta anche una cerimonia commemorativa in ricordo degli scioperi del marzo 1944, durante la quale 133 pratesi furono rastrellati dalle truppe naziste e fasciste. Solo 18 di loro tornarono. La discussione sulla memoria storica si intreccia con le attuali tensioni sociali e politiche, creando un contesto di conflitto e di discussione su temi di importanza cruciale per la società italiana.

Il vescovo di Prato, Giovanni Nerbini, ha espresso la sua preoccupazione riguardo le manifestazioni, definendo le parole “remigrazione” e “riconquista” come simboli di una mentalità chiusa e xenofoba. “Si vuole introdurre l’istituto della remigrazione con l’obiettivo di recuperare sovranità e identità nazionali, evidenziando un chiaro intento di autodifesa”, ha dichiarato.

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