Analisi del voto nelle regioni: giovani e astensionismo punitivo al Sud

23.03.2026 18:05
Analisi del voto nelle regioni: giovani e astensionismo punitivo al Sud

Roma, 23 marzo 2026 – Il fronte del No ha ottenuto un risultato schiacciante, con il Sì al referendum che si è fermato attorno al 47%, superando le previsioni. Questo esito segna una netta bocciatura della riforma della giustizia. I dati di questo referendum rivelano un significativo malcontento verso il governo, con differenze sostanziali rispetto alle Politiche del 2022, riporta Attuale.

Il piccolo fortino del sì al Nord

In Veneto (Sì al 57,9%), Lombardia (Sì al 53,63%) e Friuli-Venezia Giulia (53,87%), il fronte favorevole alla riforma ha ottenuto risultati superiori rispetto ai voti del Centrodestra nel 2022. Solo nel triangolo del Nord-Ovest la mobilitazione di chi sostiene la riforma è stata efficace, con un voto convinto per promuoverla. Tuttavia, nel resto del Paese, c’è stata una forte emorragia di voti.

Il muro del no al Sud

Al contrario, il governo ha subito una sconfitta netta nel Sud. In Campania, il No ha raggiunto un sorprendente 67,3%, con un distacco di circa 11 punti rispetto alle forze di PD e M5S nel 2022 (56,9%). In Sicilia, il No si attesta al 61,6%, confermando un rifiuto diffuso verso la riforma. Anche la Calabria (57,08% No) e la Puglia (57,16%) mostrano una tendenza simile, evidenziando un chiaro segnale di protesta contro il governo.

L’anomalia della Liguria

Un dato curioso arriva dalla Liguria, che ha registrato la più alta affluenza in Italia (solo il 9,3% di elettori in meno rispetto alle Politiche del 2022), con un 57,77% di voti contrari alla riforma. Questo indica che il dissenso è trasversale e include anche molti sostenitori del centrodestra, indicando un malcontento diffuso nei confronti dell’amministrazione.

Dove l’affluenza è stata più bassa

In Molise e Campania, l’affluenza è scesa del 18% rispetto al 2022, dimostrando un’assenza significativa alle urne. Questo fenomeno di astensionismo ha amplificato il risultato del No, rappresentando una forma di protesta contro il centrodestra e manifestando un malcontento crescente.

Il fattore giovani

La rilevazione del consorzio Opinio Italia per la Rai ha evidenziato un divario generazionale netto: nella fascia tra i 18 e i 34 anni, il No ha trionfato con il 61,1% contro il 38,9% per il Sì. Questa generazione, che in passato ha mostrato distacco, ha trasformato il referendum in un voto di protesta contro il governo, mentre solo gli elettori più anziani hanno mostrato una certa resistenza alla maggioranza.

Il voto degli italiani all’estero

Resta da risolvere la questione dei voti dall’estero, provenienti da un bacino di quasi 5 milioni di elettori, tradizionalmente favorevoli alle modifiche costituzionali. Tuttavia, il margine tra Sì e No è attualmente così ampio, che un recupero da parte del Centrodestra sembra quasi impossibile.

1 Comment

  1. Incredibile come il referendum abbia scatenato questa onda di malcontento! La gente è stufa, specialmente al Sud. Non si può più ignorare il loro disagio. È un chiaro segnale che qualcosa deve assolutamente cambiare! E il fatto che i giovani votino contro… fa riflettere! Sarà ora di ascoltare?

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