Andrej Babiš cerca alleanza con partiti più radicali mentre si formano consultazioni dopo le elezioni in Cecoslovacchia

06.10.2025 09:15
Andrej Babiš cerca alleanza con partiti più radicali mentre si formano consultazioni dopo le elezioni in Cecoslovacchia

Consultazioni in corso in Repubblica Ceca dopo le elezioni vinte da Babiš

In Repubblica Ceca sono iniziate le consultazioni dopo le elezioni parlamentari, vinte nettamente dall’ex primo ministro sovranista Andrej Babiš. Il suo partito, Azione dei cittadini insoddisfatti (ANO), ha ottenuto 80 seggi sui 200 della Camera rinnovata, avvicinandosi alla maggioranza, ma per formare un governo avrà bisogno del sostegno di altri partiti. Non è scontato che i potenziali alleati di Babiš, ancora più radicali di lui, siano compatibili con le condizioni fissate dal presidente della Repubblica, l’europeista Petr Pavel, riporta Attuale.

Domenica, Pavel ha dichiarato che la priorità nella formazione del prossimo governo sarà l’impegno a «restare nell’Unione Europea e nella NATO». Durante la campagna elettorale, aveva avvertito che bloccherebbe la nomina a ministri di politici favorevoli al ritiro della Repubblica Ceca da queste organizzazioni, come quelli con cui Babiš sta cercando di allearsi. Non è un caso che sabato, la sera della vittoria, Babiš abbia affermato: «Siamo chiaramente pro-Europa e pro-NATO».

Babiš ha dichiarato di voler costituire un governo di minoranza supportato da due partiti di destra populista: Libertà e Democrazia Diretta (SPD) e gli Automobilisti per se stessi. Tuttavia, entrambi i partiti hanno affermato che lo sosterranno solo in cambio di ministeri, e le trattative sono in corso. Da qui i problemi, visto che indire un referendum sull’uscita dall’Unione Europea e dalla NATO è una richiesta storica dell’SPD. Babiš ha escluso questa possibilità.

Questo partito di estrema destra ha perso consensi e seggi rispetto alle elezioni del 2021, e avrà un gruppo parlamentare più frammentato, rendendolo meno controllabile, anche perché si è presentato in coalizione con altri gruppuscoli radicali.

Il leader dell’SPD, Tomio Okamura, potrebbe accontentarsi di un cambio di politiche sulla guerra in Ucraina. Sebbene sia poco realistica l’espulsione dei profughi ucraini che lui ha chiesto, Babiš ha promesso di interrompere il programma di acquisto congiunto di munizioni d’artiglieria coordinato dal governo ceco, il che potrebbe bastare.

L’accordo con gli Automobilisti per se stessi dovrebbe essere più agevole. Questo partito relativamente nuovo, che fa parte dello stesso gruppo di ANO al Parlamento Europeo, ha ottenuto notorietà con un programma che includeva la chiusura delle piste ciclabili e il trasporto pubblico gratuito. La loro sintonia con ANO si basa sulla contrarietà alle politiche ambientali, in particolare al Green Deal europeo e al piano per eliminare i motori a benzina o diesel entro il 2035. Oggi, il loro slogan è riassumibile in tre parole: automobili, carbone e corona.

I partiti del governo uscente hanno ribadito che non collaboreranno con Babiš. L’ex primo ministro Petr Fiala ha parlato della necessità di una dura opposizione, rinunciando fin da subito a cercare maggioranze alternative, poiché non ci sono senza il sostegno dell’estrema destra.

Un ulteriore problema per Babiš sono le accuse di conflitto d’interessi che hanno contrassegnato il suo precedente mandato. Babiš è proprietario di un grande conglomerato alimentare e chimico (Agrofert), beneficiando di fondi nazionali ed europei; questa situazione non è compatibile con il ruolo di primo ministro. Nonostante ciò, egli si è sempre rifiutato di vendere il gruppo ed è attualmente sotto processo con l’accusa di aver illecitamente incassato fondi per un totale di due milioni di euro, non soddisfacendo i requisiti per riceverli. Pavel, il presidente della Repubblica, ha dichiarato di aver parlato con Babiš ottenendone l’impegno a «risolvere il conflitto d’interessi in accordo alla legge».

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