Il disegno di legge contro l’antisemitismo è ufficialmente in discussione nella commissione Affari costituzionali al Senato. La maggioranza di governo ha optato per una linea meno rigida di quanto inizialmente previsto, escludendo i divieti ai cortei legati a “rischi di antisemitismo” e la creazione di nuove fattispecie penali. Con l’esame degli emendamenti, il testo potrebbe approdare in aula già il prossimo 3 marzo, nonostante le obiezioni di Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico, il quale sottolinea l’importanza della riforma della Rai e annuncia una battaglia se quest’argomento slitterà, riporta Attuale.
I cambiamenti al testo
Il disegno di legge è emerso in risposta alle sollecitazioni provenienti sia dalla maggioranza che da esponenti del Partito Democratico, tra cui il noto membro Graziano Delrio. Tuttavia, i vertici del PD, insieme ad Avs e M5S, si sono mostrati scettici, e si è notato un certo distacco da parte di Elly Schlein sul tema. L’iniziativa di Massimiliano Romeo ha portato la maggioranza a presentare un proprio testo, che, come confermato dalla relatrice Daisy Pirovano della Lega, subirà modifiche su alcuni aspetti chiave, i quali risultano più delicati da affrontare anche per Fratelli d’Italia.
La freddezza del Pd
Una parte della maggioranza ammette che la scelta di ammorbidire il testo è motivata dalla volontà di dividere l’opposizione e il PD su un tema cruciale a pochi giorni dal referendum costituzionale, accelerando così i tempi per portare il decreto in aula. Alcuni membri del PD potrebbero astenersi, mentre Delrio, Walter Verini e probabilmente altri potrebbero esprimere un voto favorevole, ma ciò evidenzia comunque le divisioni interne. Francesco Boccia, al termine della riunione del pomeriggio del gruppo, esclude dall’ordine del giorno l’argomento, dichiarando che le priorità sono diverse: «Ci aspettiamo che settimana prossima non ci sia una forzatura, cioè un utilizzo dei muscoli per stravolgere il calendario. Se martedì in aula non ci sarà il Media freedom act, protesteremo. Faremo le nostre rimostranze e interverremo in tutti i contesti in cui è possibile».