Antonio Conte: opportunità per fare la differenza in Europa con il Napoli
Il tecnico Antonio Conte si trova di fronte a una nuova opportunità di lasciare il segno nelle competizioni europee con il Napoli in questa stagione, nonostante un passato segnato da insuccessi a livello internazionale, riporta Attuale.
Le sue difficoltà nelle competizioni europee derivano da vari fattori, tra cui la gestione della squadra nei turni bisettimanali e una mancanza di adattamento alle situazioni di gioco. Tuttavia, il Napoli presenta un potenziale senza precedenti, grazie alla profondità della rosa a disposizione di Conte.
Conte ha cercato attivamente di garantire opzioni sufficienti per ruotare la squadra e mantenere la competitività nelle competizioni europee, e il club ha risposto con investimenti mirati. Sebbene la profondità del centrocampo possa rappresentare una sfida, l’allenatore ha dimostrato un’evoluzione rispetto al passato, mostrando una maggiore flessibilità nel suo approccio tattico.
Rispetto alle sue esperienze precedenti, Conte non è più rigidamente legato ai sistemi 3-5-2 o 3-4-3. Pur mantenendo fondamentali comuni nel gioco offensivo del Napoli, modula costantemente la sua strategia in base ai giocatori disponibili e alla situazione di gioco, utilizzando una disposizione che varia da un 4-1-4-1 a diverse configurazioni dinamiche.
Quando il Napoli è sottoposto a pressing, uno dei due centrocampisti offensivi scende in supporto a Stanislav Lobotka, fornendo un uomo in più contro l’avversario pressante. Durante la stagione, Kevin De Bruyne ha mostrato maggiori tendenze a retrocedere rispetto ai suoi tempi al Manchester City, contribuendo alla manovra. Se l’avversario adotta una posizione più difensiva, i partenopei si affidano principalmente a Lobotka, con Di Lorenzo spesso in ruolo di terzino destro, permettendo a Politano di rimanere nel terzo offensivo.
Scott McTominay, ex giocatore del Manchester United, rappresenta un esempio chiave di questa strategia. La sua presenza nei pressi dell’area di rigore, grazie alle sue doti innate, favorisce un collegamento efficace tra le punte e i centrocampisti, creando spazi per le sue incursioni. Questo porta a un forte sovraccarico centrale e a movimenti molto flessibili nel terzo finale del campo.
Conte ha anche mostrato segni di allontanarsi dalle sostituzioni rigide, sfruttando la varietà della rosa per adattare il sistema alle caratteristiche dei giocatori subentranti. Le possibilità di vedere Lorenzo Lucca, un attaccante più focalizzato sul gioco in area, aumenteranno, offrendo altre opportunità per modificare il sistema in modo efficace.
Questa evoluzione rispetto ai suoi metodi passati potrebbe essere parte di una strategia per mantenere la filosofia di gioco di Luciano Spalletti, che prediligeva un approccio più relazionale. Ciò garantirà che Conte si adatti adeguatamente alle sfide della Champions League e al calendario che il Napoli dovrà affrontare quest’anno.