Arrestato dj 60enne per l’omicidio della badante russa nel fiume

26.07.2025 10:15
Arrestato dj 60enne per l'omicidio della badante russa nel fiume

Messina, 26 luglio 2025 – Un dj siciliano è stato arrestato in relazione all’omicidio di una badante russa, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto lo scorso 12 luglio nel torrente Longano a Barcellona Pozzo di Gotto, nella provincia di Messina. Il soggetto coinvolto è un uomo di 60 anni, Michelangelo Corica, accusato di avere causato la morte della 75enne Raisa Kiseleva. Dopo giorni di indagini, il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della procura.

Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti, il 7 luglio Corica avrebbe invitato la vittima a seguirlo a casa. Raisa, che si trovava seduta su un muretto lungo l’argine del torrente, si sarebbe rifiutata. La polizia dichiara che “l’uomo ha avuto un contatto con lei, il quale, a causa della sua instabilità, ha determinato la sua caduta nell’alveo del torrente, portando infine alla morte”. Nonostante la situazione critica in cui versava la badante, l’indagato non avrebbe tentato di aiutarla e sarebbe fuggito, contribuendo così alla sua morte, il cui corpo è stato scoperto giorni dopo.

Le indagini

Il corpo della badante è stato rinvenuto alcuni giorni dopo nel letto del torrente Longano, in avanzato stato di decomposizione. Le indagini hanno subito puntato a chiarire le relazioni della donna. In particolare, è stata esaminata la posizione dell’uomo accusato, che potrebbe aver avuto un ruolo attivo nella sua morte, derivante dalle ferite mortali riportate a causa della caduta dal muretto dell’argine del torrente.

Dopo la caduta, Corica, nonostante avesse compreso che la donna fosse in pericolo, avrebbe deciso di allontanarsi senza offrirle aiuto, causando così la sua morte. Sulla base delle prove raccolte dagli agenti della Polizia di Stato, la procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha richiesto un’ordinanza restrittiva al gip. Quest’ultimo ha quindi disposto la misura cautelare, con il trasferimento dell’indagato nell’istituto penitenziario di Messina Gazzi, riporta Attuale.

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