Arrestato Franco Vacchina per omicidio stradale: incidente mortale sulla A33 ad Asti

09.01.2026 06:05
Arrestato Franco Vacchina per omicidio stradale: incidente mortale sulla A33 ad Asti

Incidente mortale sull’Asti-Cuneo: arrestato il conducente della Porsche

Franco Vacchina, il commerciante di pneumatici, si trova agli arresti domiciliari dopo essere stato coinvolto nell’incidente mortale che ha causato la morte di Matilde Baldi, una ventenne deceduta cinque giorni dopo l’incidente avvenuto sull’autostrada Asti-Cuneo. La misura è stata adottata su richiesta della Procura di Asti a causa di un “importante pericolo di inquinamento probatorio”, poiché Vacchina sarebbe stato sorpreso mentre cercava di avvicinarsi alla propria auto, attualmente sotto sequestro, riporta Attuale.

L’incidente si è verificato la sera dell’11 dicembre. Matilde, studentessa universitaria, era appena uscita dal suo turno di lavoro in un bar a Borgo di Asti. Ad attenderla c’era la madre Elvia, al volante di una Fiat 500. Dopo aver imboccato l’A33 in direzione Montegrosso d’Asti, il veicolo è stato coinvolto in un violento scontro a pochi chilometri dall’uscita. “Ho visto una luce fortissima alle spalle e mi sono sentita volare via”, ha raccontato la madre, ritrovandosi a diversi metri di distanza con l’auto girata in senso opposto di marcia.

Matilde, seduta sul lato passeggero con la cintura di sicurezza allacciata, ha subito un gravissimo trauma cranico. Le indagini della Polizia Stradale, coordinate dalla Procura, indicano che l’incidente potrebbe essere stato causato da una corsa clandestina. Vacchina, 63 anni, e Davide Bertello, 41 anni, imprenditore locale, avrebbero noleggiato due Porsche e iniziato una gara per le strade di Asti. Le autorità stanno ora esaminando i video registrati lungo il percorso per confermare questa ipotesi. Sull’autostrada, Bertello è riuscito ad evitare la Fiat 500 per un soffio, mentre Vacchina l’ha centrata in pieno a oltre 200 km/h.

Subito dopo l’impatto, Bertello ha lasciato la scena ma si è presentato giorni dopo presso la Polizia Stradale; nel contempo, Vacchina si è fermato per prestare soccorso, affermando alla madre della ragazza: “È tutta colpa mia”. La questione della corsa illegale e la responsabilità dei conducenti rimangono al centro delle indagini delle autorità competenti, mentre la comunità piange la giovane vittima e si interroga sulle conseguenze di tali comportamenti imprudenti sulla sicurezza stradale.

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