Incendio devastante a Crans-Montana: arrestato il gestore del bar
Roma, 10 gennaio 2025 – Dopo nove giorni di dolore e polemiche, arriva la svolta: è stato infine arrestato ieri Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un devastante incendio ha ucciso 40 persone, per lo più giovanissimi clienti, come le sei vittime italiane, e ne ha feriti altri 116, molti in modo grave. “C’è il pericolo di fuga” ha rilevato ieri il pool di procuratori vallese, con una retromarcia totale rispetto alla prima valutazione che aveva sollevato numerose critiche, anche in Svizzera. Muove invece i primi passi l’inchiesta parallela aperta a Roma. La Procura ha disposto l’autopsia sulle vittime che erano residenti in Italia per accertare le cause della morte (se per il fumo, ustioni o schiacciamento): i corpi dovranno quindi essere riesumati, dal momento che i funerali sono già stati celebrati da pochi giorni, riporta Attuale.
Moretti, 46 anni, francese di origini corse, è stato portato via dopo le 13 su un furgone della polizia cantonale al termine di un’audizione-fiume, durata sei ore e mezza. È uscita invece a piedi, per il momento libera, la moglie di Moretti, la 39enne Jessica Maric, che, accompagnata dai suoi avvocati, ha chiesto scusa pubblicamente davanti ai giornalisti: “Il mio pensiero costante è per le vittime. È una tragedia che non avrei mai potuto immaginare, ed è successa proprio nel nostro locale. Per questo voglio scusarmi”.
Un atteggiamento molto diverso rispetto a quello della mattina, quando la coppia era arrivata alla Procura di Sion prima delle otto, mano nella mano, con il volto terreo. Non avevano rilasciato alcuna dichiarazione, opponendo un silenzio ostinato alle decine di giornalisti presenti. Secondo quanto si apprende, l’audizione dei due indagati per lesioni, incendio e omicidio colposi si sarebbe concentrata, più che sull’incendio, sulla situazione personale e patrimoniale della coppia, ascoltata per la prima volta alla presenza degli avvocati delle famiglie delle vittime. Durante l’udienza è stata fatta anche una nuova analisi da parte dei procuratori del rischio di fuga.
Tenuto conto della situazione personale e delle sue dichiarazioni, si è ritenuto che il rischio di fuga di Moretti fosse concreto. Del resto, ha fatto notare la Procura, la Francia non concede sempre l’estradizione in Svizzera, mentre entrambi i Paesi fanno parte dell’area Schengen e le frontiere possono essere attraversate facilmente. È possibile che abbia giocato un ruolo, anche se non esplicitato, il rischio di inquinamento delle prove. Su questa base, il pool di quattro procuratori ha deciso di chiedere al tribunale la misura cautelare della detenzione preventiva del gestore e, in via subordinata, misure sostitutive, come i domiciliari con braccialetto elettronico. Per la moglie sono stati chiesti solo i domiciliari con braccialetto elettronico, in ragione del fatto che ha un figlio piccolo di dieci mesi. Il tribunale dovrebbe decidere sulla conferma entro domani.
“Le indagini proseguono per determinare le circostanze dell’incendio – si legge in una nota firmata dalla procuratrice Beatrice Pilloud che coordina i quattro pm del pool -. Al termine dell’interrogatorio dei gestori in qualità di imputati e dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, sono state chieste al Tribunale delle misure coercitive”.
La premier Giorgia Meloni ha assicurato giovedì che l’Avvocatura dello Stato sarà al fianco delle famiglie per seguire le indagini e fornire l’assistenza necessaria. Soddisfazione da parte dell’avvocato Roman Jordan, legale di alcune famiglie delle vittime: “Riferirò alle famiglie ciò che si è svolto oggi, perché ne ho il diritto, famiglie che hanno infinito bisogno di risposte e di sentire che questo procedimento sta andando avanti”.