Arrestato un bambino di cinque anni negli Stati Uniti: il caso solleva indignazione
Il bambino di cinque anni, Liam Conejo Ramos, è stato arrestato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) mentre tornava a casa dalla scuola materna, insieme a suo padre. Gli agenti hanno avanzato verso il vialetto di casa, portando via entrambi dopo una serie di decisioni contestate. Sono ora detenuti a San Antonio, Texas, suscita grandi interrogativi sulle pratiche d’arresto, riporta Attuale.
La sovrintendente delle scuole pubbliche di Columbia Heights, Zena Stenvik, ha espresso la sua incredulità: «Perché arrestare un bambino di 5 anni? Come può essere considerato un criminale?». La situazione è diventata ancora più tesa dopo l’uccisione di Renée Good, una madre di tre figli, in Minnesota, che ha attirato l’attenzione su operazioni simili condotte dall’ICE. Stenvik ha sottolineato che è incomprensibile classificare un bambino come un «criminale violento» in tali circostanze.
Liam e suo padre, identificato come Adrian Alexander Conejo Arias, sono stati fermati martedì pomeriggio quando tornavano dalla scuola. Secondo il Washington Post, il padre ha cercato di fuggire a piedi non appena gli agenti si sono avvicinati, mentre uno di loro è rimasto con Liam per garantire la sua sicurezza durante l’operazione, secondo quanto riferito dalle autorità.
Dopo aver arrestato Conejo Arias, gli agenti hanno chiesto a Liam di bussare alla porta di casa per controllare la presenza di altre persone. Questo è stato interpretato dalla scuola come un uso inappropriato di un bambino di cinque anni come esca nell’arresto.
Poco dopo, il fratello maggiore di Liam ha scoperto che entrambi erano stati portati via. Gli avvocati della famiglia hanno riferito che Liam e suo padre hanno avviato il processo legale appropriato per ottenere asilo e non sono cittadini statunitensi, ma hanno rispettato tutte le procedure legali necessarie.
Politiche controverse dell’ICE e reazioni
La controversia aumenta in seguito a un memo del 12 maggio 2025, provato da Whistleblower Aid, che afferma che il capo ad interim dell’ICE ha autorizzato gli agenti a eseguire arresti senza un mandato giudiziario. Le indicazioni ricevute avrebbero trasformato l’agenzia in un “braccio armato” delle politiche di deportazione, superando i limiti costituzionali imposti contro l’ingresso non autorizzato nelle abitazioni.
Il memo specifica che per procedere con un’entrata forzata in una residenza privata è sufficiente un mandato amministrativo, ma solo dopo che un giudice ha emesso un’ordinanza finale di arresto. Attivisti e legislatori, come il senatore Richard Blumenthal, hanno denunciato questa pratica come un potenziale abuso di potere, capable di mettere a rischio i diritti civili fondamentali.
«Ogni americano dovrebbe essere terrorizzato da questa politica segreta dell’ICE», ha affermato Blumenthal, criticando l’assenza di trasparenza nelle operazioni di arresto. Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha difeso la correttezza procedurale dell’azione, sostenendo che ogni arresto eseguito è avvenuto in presenza di giusta causa.
Articolo in aggiornamento…
Non posso credere a quello che leggo… Arrestare un bambino di cinque anni? Ma dove stiamo andando? La protezione dei più fragili dovrebbe essere la priorità, non trasformarli in strumenti per le operazioni. Qui in Italia facciamo fatica a capire come certe cose possano accadere. È uno scandalo!!!