La Monarchia Britannica Sotto Pressione: Cresce il Malcontento Popolare
Dopo l’arresto del principe Andrea, settimo in linea di successione al trono britannico, la sopravvivenza della monarchia è a rischio. Solo il 45% dei sudditi britannici manifesta ancora fiducia nella famiglia reale, una cifra ben lontana dal 75% di vent’anni fa, riporta Attuale.
L’arresto di Andrea ha scatenato un’ondata di richieste di trasparenza verso i Windsor, che ora si trovano ad affrontare domande scomode rispetto al loro operato. Peter Hunt, esperto corrispondente della Bbc, ha descritto tale evento come un terremoto per la monarchia, sottolineando che i reali si trovano in una situazione senza precedenti e devono rendere conto delle loro azioni.
Nonostante la sua perdita di titoli, Andrea rimane un Consigliere di Stato e, in teoria, potrebbe ancora succedere al trono, dato che tra lui e la corona ci sono solo William e Harry. Tuttavia, con il re Carlo, malato di cancro, l’idea di un futuro monarca in carcere pone interrogativi inquietanti. I Windsor fanno di tutto per prendere le distanze dal principe, e il comunicato di Carlo, che afferma che «la giustizia deve fare il suo corso», omette deliberatamente il termine «mio fratello».
La famiglia reale, attualmente in modalità “crisi”, ha continuato a portare avanti i propri impegni, ma si prevede che i prossimi eventi, come la visita di Carlo negli Stati Uniti, saranno segnati da domande critiche sulla condotta del principe Andrea.
Con il movimento anti-monarchico, guidato da Graham Smith, che avanza l’idea che la fine della monarchia sia solo una questione di tempo, la pressione aumenterà. Smith ha osservato che l’arresto di Andrea è solo la punta dell’iceberg, poiché il sentiment repubblicano si sta diffondendo, specialmente tra le generazioni più giovani.
Il futuro della monarchia britannica è in discussione e la situazione attuale potrebbe accelerare il dibattito su un eventuale referendum che potrebbe abolire la monarchia, un tema su cui il gruppo Republic sta lavorando attivamente. «Potrebbero volerci dieci anni, forse venti, ma possiamo vincerlo», afferma Smith con convinzione.
In questo contesto, i Windsor si trovano a un bivio: il silenzio potrebbe danneggiare ulteriormente la loro reputazione, ma rivelare i segreti passati rischierebbe di compromettere definitivamente la loro posizione. Il crepuscolo del Regno Unito, come lo conosciamo, sembra avviato verso una nuova era.