Violenza in Cisgiordania: 86 attacchi a ottobre, 112 feriti
Gerusalemme – La situazione in Cisgiordania si è deteriorata rapidamente, con le Nazioni Unite che segnalano 86 attacchi da inizio ottobre, provocando 112 feriti tra i palestinesi e danni a oltre 3.000 ulivi. Mentre i contadini palestinesi si preparavano a raccogliere le olive, i coloni israeliani hanno intensificato le violenze, minacciando e aggredendo gli agricoltori, mentre le forze israeliane sembrano non intervenire. Anche se le ordinanze militari prevedono che l’IDF faciliti l’accesso ai campi, nella pratica le truppe sembrano spesso fare poco per proteggere i palestinesi, riporta Attuale.
Le olive, simbolo di sostentamento per le famiglie palestinesi, sono diventate bersaglio di una violenza sempre più crescente. Due settimane fa, a Turmus Ayya, una donna è stata gravemente colpita da un giovane colono armato di bastone. La vittima, Afaf Abu Alia, vestita in abiti tradizionali, ha tentato di fuggire mentre l’aggressore, con il volto coperto, la assaliva. Questo episodio è solo uno dei tanti che evidenziano il clima di paura crescente in cui si trovano ad operare i contadini palestinesi.
Le Nazioni Unite hanno documentato attacchi in oltre 50 villaggi, con immagini che mostrano auto incendiate e assalti notturni alle abitazioni. Le forze israeliane sono state accusate di rimanere a guardare o di intervenire con la scusa di voler prevenire “frizioni”, confondendo così la vittima con l’aggressore. La retorica utilizzata dalle autorità israeliane tende a minimizzare la gravità delle aggressioni, silenziando le difficoltà quotidiane dei contadini e la loro lotta per la sopravvivenza.
Recentemente, Avi Dabush dell’organizzazione pacifista Rabbis for Human Rights ha sottolineato l’aggravarsi della situazione. Dopo il 7 ottobre 2023, la collaborazione con le forze militari è completamente effettivamente interrotta, lasciando i palestinesi senza protezione contro gli attacchi. “In passato riuscivamo a coordinarci, ma ora non ci ascoltano più,” ha dichiarato Dabush.
In un altro episodio, un drone, presumibilmente lanciato da fonti militari, ha ferito un volontario israeliano coinvolto nel monitoraggio delle violenze. Le incursioni contro i palestinesi, in particolare durante la raccolta delle olive, sono aumentate in modo preoccupante dal momento in cui i coloni radicali hanno trovato sostegno politico nella coalizione di governo di estrema destra, aumentando le tensioni e le intimidazioni nei confronti della popolazione palestinese.
Gli allevatori di ovini, che si trovano tra le comunità più vulnerabili, hanno riportato simili episodi di violenze. Due giorni fa, un video ha immortalato coloni che maltrattano giovani agnelli in una mangiatoia, un segno emblematico della brutalità del periodo attuale. Dabush ha espresso seria preoccupazione per la crescente armamentizzazione dei coloni, avvertendo che le aggressioni potrebbero degenera in eventi fatali. “Quello che è cominciato con qualche lancio di pietra rischia di finire con proiettili e uccisioni,” ha concluso.