Attacco israeliano provoca 20 morti, tra cui giornalisti, a Khan Yunis
Lunedì, l’esercito israeliano ha condotto un attacco nel quale ha ucciso 20 persone, inclusi almeno cinque giornalisti, in un bombardamento definito come un attacco “doppio tocco” a Khan Yunis, situato nella Striscia di Gaza. Il primo bombardamento ha colpito il quarto piano dell’ospedale Nasser, seguito da un secondo attacco pochi minuti dopo, mirato ai soccorritori e ai giornalisti già presenti sul luogo, riporta Attuale.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto l’incidente come un “tragico errore”, sostenendo che non era l’intenzione dell’esercito colpire i soccorritori e i giornalisti. Tuttavia, questa narrazione risulta poco credibile, considerando che l’uso degli attacchi “doppio tocco” è stato già documentato in precedenti operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e sono riconosciuti come crimini di guerra dal diritto internazionale.
Le caratteristiche degli attacchi “doppio tocco”
Gli attacchi “doppio tocco” consistono nel bombardare un’area più volte, a distanza di pochi minuti, per colpire sia l’obiettivo originale che coloro che si affrettano a prestare soccorso. Questo metodo di attacco è stato utilizzato fin dagli albori della guerra, ma ha assunto forme sempre più letali nel Ventunesimo secolo. Durante la guerra civile in Siria, attacchi simili sono stati perpetrati sia dalle forze del regime di Bashar al-Assad che dall’esercito russo, causando un elevato numero di vittime tra i soccorritori della protezione civile.
Uno degli attacchi più noti in Siria avvenne nel 2012 e portò alla morte della giornalista Marie Colvin, colpita da un bombardamento destinato a un centro di stampa. In modo simile, la Russia ha impiegato tecniche di “doppio tocco” durante la sua recente invasione dell’Ucraina.
Negli Stati Uniti, la CIA ha anche utilizzato attacchi “doppio tocco” nello loro campagne dronistiche in diversi paesi,causando la morte di numerosi civili nel tentativo di eliminare presunti obiettivi terroristici.
La questione dell’impiego di tali attacchi ha suscitato ampie critiche internazionali e preoccupazioni per il diritto umanitario. Amnesty International ha denunciato i danni causati da simili bombardamenti, il cui impatto non solo si traduce in un alto numero di vittime, ma ostacola anche gli sforzi di soccorso. I gruppi di soccorso, temendo ulteriori attacchi, posticipano la loro entrata in azione, aggravando ulteriormente la situazione per chi necessita aiuto immediato.
Israele e gli attacchi “doppio tocco”
Israele ha storicamente fatto ampio uso di attacchi “doppio tocco” tanto nella recente guerra a Gaza quanto in conflitti passati. Secondo report, tali attacchi sono stati considerati “procedure standard” dall’esercito israeliano e impiegati contro importanti obiettivi di Hamas, non sempre con l’intenzione di minimizzare i danni collaterali, ma piuttosto per ritardare o fermare i soccorsi. Un attacco significativo avvenne nel luglio del 2024, con l’uccisione del leader militare di Hamas, Mohammed Deif, nel quale furono coinvolti più di 90 morti.
Altri attacchi “doppio tocco” hanno avuto esiti drammatici, come quello che ha colpito il giovane Mohammed Salem, mostrando la brutalità di questa strategia militare. Un elemento di confusione persiste riguardo all’approvazione di tali attacchi, con interrogativi su se abbiano ricevuto ordine strategico o siano frutto dell’iniziativa di singoli militari. Fino ad oggi, nessun ufficiale è stato condannato per simili crimini, nonostante le promesse di indagini interne.