Nuovi attacchi a Teheran: l’Iran intensifica le operazioni militari nel Golfo, con la conseguente caduta di sei soldati americani, a causa di un errore della contraerea del Kuwait che ha abbattuto tre aerei F-15 statunitensi. I piloti sono riusciti a eiettarsi in salvo. Gli sviluppi suggeriscono un’escalation della violenza mentre gli ayatollah rispondono alle offensive con una serie di attacchi mirati nella regione, riporta Attuale.
Il Mediterraneo orientale sta rapidamente diventando un’area di confronto con un significativo incremento della presenza navale, soprattutto da parte della Grecia a sostegno di Cipro, colpita da droni iraniani. Questo cambia drasticamente la cartina del conflitto, estendendo il raggio delle operazioni militari.
Grecia e Cipro fanno parte dell’Europa, e i rappresentanti di Francia, Germania e Gran Bretagna hanno annunciato che si preparano a difendere i propri contingenti. Da Londra, Keir Starmer ha concesso l’uso delle basi aeree americane, sebbene abbia precisato che non sono autorizzate operazioni offensive. La Spagna, al contrario, ha rifiutato di offrire il proprio supporto.
Hezbollah ha intrapreso manovre per disorientare le forze aeree israeliane, estendendo il conflitto anche al fronte nord, colpendo posizioni strategiche a Beirut. I caccia israeliani, nel frattempo, continuano ad attaccare in risposta agli assalti del regime iraniano.
Attacchi nel Golfo
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno intensificato i lanci di missili contro gli alleati nel Golfo, mirando in particolare agli Emirati Arabi Uniti. I regnanti sunniti della regione minacciano di inserirsi nel conflitto, con il Qatar che ha abbattuto due aerei iraniani. Tuttavia, le operazioni con i droni iraniani hanno costretto l’Emirato a sospendere temporaneamente la produzione di gas naturale liquefatto.
Nuove minacce e reazioni
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato un rifugio a seguito di recenti attacchi che hanno causato la morte di nove persone, dichiarando che il popolo avrà un giorno la possibilità di liberarsi dalla tirannia del regime. Le forze aeree israeliane si sono concentrate su basi militari e centri di comando iraniani. Da quando è iniziata l’offensiva, sono stati segnalati quasi 600 decessi tra i cittadini iraniani.
Le dichiarazioni da Washington
Negli Stati Uniti, le dichiarazioni del Pentagono sono risultate meno ottimistiche riguardo alla rapida sconfitta del regime iraniano. Pete Hegseth ha affermato che l’operazione mira a disarmare completamente Teheran, compreso il suo programma nucleare. I bombardamenti recenti hanno preso di mira siti strategici a Natanz e Isfahan, con avvertimenti di possibili fuoriuscite radioattive.
Nel contesto di una guerra definita da Netanyahu come “quella che chiuderà tutte le guerre”, sono stati mobilitati 110 mila riservisti per contenere eventuali attacchi di miliziani dal Libano e Siria. Le forze israeliane continuano a tenere le loro posizioni mentre i civili rimangono bloccati nei rifugi a causa dei continui lanci di missili dall’Iran. Scuole e uffici sono chiusi fino a data da destinarsi, e l’aeroporto Ben Gurion riaprirà solo per voli di emergenza.
Allo stesso tempo, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avvertito contro le minacce di Hezbollah, promettendo severe ripercussioni per il leader dell’organizzazione. I bombardamenti hanno già costretto molti libanesi a evacuare verso Beirut, mentre la situazione si fa sempre più tesa nella regione.