Attacco della Cia in Venezuela: raid simbolico contro narcotrafficanti all’inizio di dicembre

30.12.2025 10:55
Attacco della Cia in Venezuela: raid simbolico contro narcotrafficanti all'inizio di dicembre

Intervento della CIA in Venezuela: Raid drone contro un obiettivo dei narcotrafficanti

La Central Intelligence Agency (CIA) ha condotto un attacco con droni a dicembre, colpendo una struttura portuale sulla costa del Venezuela. Questo raid segna la prima operazione conosciuta degli Stati Uniti contro un obiettivo all’interno dei confini venezuelani. Donald Trump ha confermato che l’attacco ha mirato a distruggere un molo utilizzato da presunti trafficanti di droga, affermando: «È una grande struttura da cui partono le navi… l’area del molo dove le navi caricano la droga… È l’area di schieramento, è lì che si schierano, e ora non c’è più», riporta Attuale.

Nel corso del 2025, Trump ha autorizzato la CIA a condurre operazioni in America Latina. Tuttavia, fino ad ora, gli Stati Uniti avevano limitato le loro azioni a attacchi marittimi contro presunti narcotrafficanti, distruggendo oltre 30 imbarcazioni nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale, causando la morte di circa 80 persone durante questi raid.

Secondo fonti anonime riportate dalla CNN, l’attacco con droni ha distrutto un molo e alcune imbarcazioni, senza provocare vittime. Le autorità statunitensi affermano che tali strutture sono usate dalla gang venezuelana Tren de Aragua per immagazzinare droghe e trasferirle su imbarcazioni destinate agli Stati Uniti e all’Europa. L’operazione sarebbe stata in gran parte simbolica, mirata a inviare un messaggio alle reti di narcotraffico.

Una lunga storia di interventi Usa in America Latina

La CIA e i servizi di intelligence statunitensi hanno una lunga storia di interferenze in America Latina, che risale a oltre un secolo fa. Dagli inizi del 1900, gli Stati Uniti hanno effettuato operazioni militari in questa regione, considerata il loro “cortile di casa”. Le cosiddette Guerre delle banane segnarono i primi tentativi di Washington di proteggere gli interessi delle compagnie americane nel centro America.

Già nel 1823, il presidente James Monroe proclamò che «l’America è degli Americani», avvertendo le potenze europee di astenersi da ingerenze nel continente. Nel 1904, sotto la presidenza di Theodore Roosevelt, fu rivendicato il diritto di intervento negli affari interni dei Paesi latinoamericani. Queste politiche vennero fortemente influenzate dalla Guerra Fredda, periodo in cui gli Stati Uniti supportarono operazioni destinate a rovesciare governi di sinistra nella regione.

La CIA è stata coinvolta in colpi di stato significativi, come quello contro il presidente guatemalteco Jacobo Arbenz Guzmán nel 1954. Durante gli anni Sessanta, supportò regimi autoritari in Brasile e altrove, mentre negli anni Settanta, sostenne la brutale Operazione Condor che portò a repressioni sanguinose in sei nazioni latinoamericane, inclusi Colombia e Argentina.

Il caso Venezuela

Rispetto a Panama, un’invasione terrestre in Venezuela appare improbabile, date le dimensioni del territorio e la resistenza attuale del governo di Nicolás Maduro. Gli analisti suggeriscono che la strategia di Trump potrebbe mirare a spingere Maduro verso una resa, simile alla fuga del dittatore Noriega anni fa. Tuttavia, Maduro continua a rafforzare il suo potere, promuovendo la distribuzione di armi e la mobilitazione popolare per difendere la nazione.

Le conseguenze di questa tensione geopolitica si riflettono nella quotidianità di milioni di venezuelani, intrappolati in un conflitto che sembra non avere una soluzione a breve termine.

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