Firenze, 4 aprile 2026 – Un attacco degli hacker, richiedente un riscatto per dati e informazioni sottratte, ha scosso le Gallerie degli Uffizi, il museo più importante d’Italia, preoccupando per la sicurezza delle sue opere. “Niente è andato perso, tutto è stato recuperato grazie ai back up”, ha dichiarato in una nota il direttore Simone Verde, dopo aver avviato un’inchiesta contro ignoti per tentata estorsione e accesso abusivo ai sistemi informatici, in riferimento all’intrusione avvenuta tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Un articolo del Corriere della Sera ha sollevato timori di un furto in stile caso Louvre anche in riva all’Arno, accendendo il dibattito politico, riporta Attuale.
L’intrusione nei sistemi informatici
Due mesi fa, la direzione delle Gallerie aveva già annunciato disagi tecnici dovuti a un’intrusione nei suoi sistemi informatici. In concomitanza con ciò, un avviso sul sito istituzionale informava i turisti che, per lavori di “manutenzione straordinaria”, non avrebbero potuto visitare i Tesori dei Granduchi, la collezione d’arte appartenuta ai Medici, ora collocata in un’ala di Palazzo Pitti, parte del complesso museale collegato agli Uffizi tramite il corridoio Vasariano. Questa collezione, precedentemente accessibile, è adesso custodita nel caveau della Banca d’Italia. Inoltre, sono in corso lavori di ristrutturazione che comportano la chiusura di alcune porte antincendio.
Il tesoro dei Granduchi e le mappe
Il trasferimento del tesoro dei Granduchi è collegato all’attacco hacker? Sono state murate le porte di sicurezza perché nell’intrusione si sono impossessati delle mappe? Verde ha smentito ogni connessione: “Non ci sono prove riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza”. Riguardo il tesoro mediceo, ha spiegato che il trasferimento era programmato per lavori di ristrutturazione già avviati in autunno, con le prime comunicazioni tra Uffizi e Banca d’Italia avvenute in quel periodo.
Le porte murate
Le porte murate sono parte delle misure richieste dal piano anti incendio, come confermato dalla Scia depositata presso i vigili del fuoco. Queste misure sono storicamente significative, considerando anni di assenza di certificazione antincendio e il grande lavoro svolto dal personale degli Uffizi. Altre porte sono state installate per limitare la permeabilità degli spazi di edifici storici, risalenti al 1500, in risposta alle mutate esigenze e al contesto internazionale attuale.
Le interrogazioni parlamentari
Con sorprendente rapidità, la mattina seguente si sono avute interrogazioni parlamentari. I Dem Irene Manzi, Simona Bonafè e Federico Gianassi hanno chiesto al ministro Alessandro Giuli di rispondere urgentemente in Parlamento, richiamando l’attenzione sugli investimenti governativi necessari per rafforzare la sicurezza digitale delle istituzioni culturali: “È necessario fare piena luce sull’accaduto e adottare tutte le misure necessarie affinché episodi di tale gravità non possano ripetersi”.
“Gli hacker attaccano gli Uffizi e minacciano il nostro patrimonio culturale – ha affermato Matteo Renzi –. È lecito domandarsi che cosa stia facendo il Ministro Giuli, oppure è troppo impegnato in beghe politiche? E cosa fa l’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza? I fondi degli italiani servono solo per software inefficaci?”
La sindaca Sara Funaro ha espresso solidarietà nei confronti del direttore delle Gallerie, riconoscendo la complessità della situazione attuale.