Le attiviste di Non una di meno hanno manifestato davanti all’ufficio milanese di Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale, oggetto di polemiche e critiche da parte delle opposizioni e dei movimenti femministi. In particolare, il ddl è accusato di modificare l’articolo 609 bis del Codice penale, cambiando la definizione di violenza sessuale, riporta Attuale.
La protesta contro il ddl sulla violenza sessuale
Le attiviste di Non una di meno contestano il passaggio del ddl che elimina il riferimento al consenso, sostituendolo con il concetto di dissenso, o più precisamente di “volontà contraria”. «Questa scelta non è neutrale – affermano le attiviste – modifica il modo in cui si percepiscono i fatti e le vittime. Se la legge si basa sul consenso, l’attenzione è su un sì esplicito, mentre il dissenso sposta il focus su chi controbatte. Ciò comporta una revisione del peso attribuito a chi denuncia».
Doppio corteo a marzo
Nel comunicato, le attiviste ribadiscono la richiesta di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole «per insegnare a prevenire la violenza, comunicare e riconoscere il consenso entusiasta». Inoltre, annunciano i cortei dell’8 e 9 marzo, con quest’ultimo in particolare dedicato a uno sciopero studentesco e a un corteo con la partecipazione di studenti.