Autovelox, avvocato Didona cita il ministero dei Trasporti: oltre 600mila euro di danni richiesti

02.12.2025 19:55
Autovelox, avvocato Didona cita il ministero dei Trasporti: oltre 600mila euro di danni richiesti

Roma, 2 dicembre 2025 – Battaglia finale sugli autovelox: il 27 novembre lo studio legale Didona & partners ha citato in giudizio al tribunale di Roma il Mit, nella persona del ministro in carica, Matteo Salvini, che ha appena completato il censimento nazionale. Alla base una diffida e una richiesta danni – di oltre 600mila euro – che era stata presentata il 23 ottobre per conto di un’azienda che commercializza i dispositivi per il controllo della velocità. Ma cosa cambia per gli automobilisti? E quale può essere l’epilogo finale? Ecco le tappe della storia in 5 punti e le conclusioni possibili, riporta Attuale.

Gli autovelox devono essere omologati, non solo approvati: anni di pronunce della Cassazione hanno affermato e ribadito un principio che era stato anticipato da periti e associazioni di consumatori. Il nuovo codice della strada voluto dal ministro Salvini non ha però affrontato la questione, mentre è intervenuto in modo significativo a regolamentare altre voci, in tema di sicurezza stradale (alcol e droga alla guida in cima alla lista).

Il perché dello scontro

I legali dell’azienda che commercializza autovelox il 23 ottobre hanno inviato una diffida al Mit e hanno chiesto i danni, quantificando in oltre 600mila euro la “perdita di ricavi e mancati utili”. Viene contestata “la mancata emanazione del decreto ministeriale che, ai sensi dell’articolo 192 del codice della strada, avrebbe dovuto prevedere i requisiti di cui deve essere dotato il prototipo di autovelox per la sua omologazione”. “La colpa dell’amministrazione è manifesta – concludono i legali -: oltre all’inerzia dell’adozione del regolamento relativo all’omologazione, che ha avuto ripercussioni gravemente pregiudizievoli anche sul contenzioso in materia di sanzioni, si è aggiunto anche il tentativo di eludere l’obbligo in questione con l’emanazione della circolare del 23 gennaio.”

La lettera del Mit: abbiamo applicato la legge

Ma proprio quella è uno dei punti ai quali rimanda la lettera di replica del Mit. Che mette in fila: omologazione e approvazione “sono configurate in via alternativa: non sussiste un obbligo legale di omologazione per tutte le apparecchiature, né un obbligo di adottare norme tecniche ulteriori rispetto alle esistenti”. Ancora: “La giurisprudenza, com’è noto, non è uniforme e presenta orientamenti differenti. Proprio per questo non può ritenersi corretto sostenere che l’Amministrazione sia la causa diretta della scelta – meramente prudenziale – adottata da alcuni enti locali di sospendere l’utilizzo di apparecchi già approvati. Si tratta, infatti, di decisioni autonome, assunte alla luce dei diversi indirizzi giurisprudenziali, e non di conseguenza obbligata o imposta dall’operato dell’Amministrazione”. Conclusione: “Il Mit ha applicato la legge”.

Autovelox e pronunce della Cassazione

Secondo il ministero, le pronunce della Cassazione “non si sono ripetute con costanza nel tempo” e quindi “non è possibile ricavare una linea interpretativa univoca sul rapporto tra omologazione e approvazione”. Al contrario, “numerose decisioni di merito si sono espresse in senso opposto. Ne consegue che non può parlarsi di un indirizzo consolidato né tantomeno vincolante”.

Cosa può accadere ora

L’avvocato Pasquale Didona riassume: “Abbiamo contestato al Mit quello che abbiamo già scritto nella diffida. Tra gli operatori del settore si è creata una confusione notevole, anche perché hanno proseguito ad approvare gli autovelox”. Ma ora come si può risolvere il pasticcio? Secondo il legale “può finire solo in due modi: con una modifica del codice della strada, per cui anche per gli autovelox potranno essere equiparate omologazione e approvazione, ma per questo bisogna cambiare l’articolo 142 comma 6. Che oggi parla di “apparecchiature debitamente omologate”. In alternativa, “dovrebbe essere emanato il regolamento che disciplina le modalità attraverso le quali si possa procedere con l’omologazione di tutti gli autovelox”.

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