Blair proposto come governatore della Gaza International Transitional Authority con supporto di Trump

26.09.2025 12:25
Blair proposto come governatore della Gaza International Transitional Authority con supporto di Trump

Tony Blair pronto a guidare l’Autorità di Transizione Internazionale di Gaza

Tony Blair è in procinto di assumere un ruolo centrale nella gestione post-conflitto di Gaza. A partire dal 27 agosto, l’ex primo ministro britannico ha partecipato a un incontro alla Casa Bianca organizzato da Jared Kushner, un collaboratore vicino a Donald Trump. Durante questo incontro, è emerso che si stava preparando “un piano molto ampio”, secondo quanto dichiarato da Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente americano, riporta Attuale.

Oggi il Financial Times ha rivelato, e la Bbc ha confermato, che Blair potrebbe presiedere personalmente la Gaza International Transitional Authority (Gita), il comitato pensato per governare la Striscia non appena le ostilità cesseranno e Hamas sarà costretta a ritirarsi. Questo progetto, sostenuto dalla Casa Bianca, non ha ancora ricevuto l’approvazione da parte del governo di Benjamin Netanyahu.

Secondo una fonte riportata dal Times of Israel, il piano di Blair prevede la partecipazione di circa dieci membri nell’ambito della Gita, inclusi un funzionario dell’ONU, rappresentanti dei principali paesi musulmani e figure con esperienza manageriale di livello internazionale. È previsto anche un rappresentante palestinese con un profilo tecnico, per garantire la partecipazione dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Il piano di Blair esclude qualsiasi trasferimento forzato della popolazione di Gaza, a differenza di progetti più audaci come la “Gaza Riviera” sostenuta da Trump. Tuttavia, alcuni membri dello staff del Tony Blair Institute for Global Change avrebbero collaborato a questa proposta, che ha destato preoccupazioni nella comunità internazionale.

A lungo nominato inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente, Blair ha costruito relazioni solide nella regione, sebbene il suo passato come sostenitore dell’intervento in Iraq del 2003 continui a suscitare scetticismo tra alcuni stati arabi. La sua eventuale nomina a “governatore” di Gaza avrebbe un impatto notevole sulla sua reputazione e sul processo di pace.

Né la Casa Bianca né il Tony Blair Institute for Global Change hanno commentato le speculazioni riguardanti il potenziale ruolo di Blair nella Gita. Tuttavia, il Financial Times sottolinea che le sue reali possibilità di successo saranno chiarite lunedì prossimo, quando Trump incontrerà Netanyahu a Washington. Se Netanyahu dovesse opporsi fermamente al piano di Blair, si potrebbe valutare quanto Trump intenda effettivamente esercitare pressione sul suo alleato.

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