Il 22 luglio 2025, quattro partiti moldavi di orientamento filorusso hanno annunciato la creazione di un blocco elettorale comune con il nome provvisorio di Za Moldovu (“Per la Moldavia”), in vista delle elezioni parlamentari previste per il 28 settembre. A formare l’alleanza sono il Partito dei Socialisti, il Partito dei Comunisti, il partito “Cuore della Moldavia” e “Futuro della Moldavia”, guidati rispettivamente da Igor Dodon, Vladimir Voronin, Irina Vlah e Vasile Tarlev. Durante una conferenza stampa congiunta, i leader hanno dichiarato apertamente che il loro obiettivo principale è rovesciare l’attuale governo filo-europeo.
Consolidamento pilotato da Mosca e ruolo di Kirienko
Secondo informazioni non ufficiali, la spinta decisiva per l’unificazione sarebbe arrivata dal primo vicecapo dell’amministrazione presidenziale russa, Sergei Kirienko, che agisce da coordinatore non ufficiale del dossier moldavo per il Cremlino. Igor Dodon ha ammesso che i tentativi di consolidamento delle forze di sinistra erano da tempo ostacolati da ambizioni personali, ma che le circostanze attuali richiedono una convergenza. Le quattro formazioni sono notoriamente sospettate di ricevere finanziamenti dal Cremlino attraverso strutture legate all’oligarca filo-russo Ilan Șor, anche se le autorità moldave non sono ancora riuscite a dimostrarlo formalmente.
Obiettivo: fermare l’integrazione europea
Il blocco Za Moldovu ha dichiarato che non entrerà in alcuna coalizione con il partito al governo Azione e Solidarietà(PAS), e punta invece a formare una maggioranza parlamentare assieme all’alleanza Alternativa, guidata dal sindaco di Chișinău Ion Ceban e dall’ex candidato presidenziale Alexandru Stoianoglo. Secondo i loro piani, l’obiettivo è ottenere almeno 51 seggi e formare un nuovo governo che interrompa il percorso europeo della Moldavia e rafforzi i legami con la Russia. Mentre il blocco Za Moldovu si presenta apertamente come forza filorussa, Alternativa cerca di posizionarsi come moderata, evitando dichiarazioni contrarie all’integrazione europea.
Scontro geopolitico tra Bruxelles e Mosca
Le elezioni moldave del 2025 si inseriscono in un contesto più ampio di competizione geopolitica tra Unione Europea e Russia in Europa orientale, Europa centrale e nei Balcani. La destabilizzazione della Moldavia rappresenta una minaccia non solo per Chișinău, ma anche per Ucraina, Romania e l’intera regione. Al contrario, un successo democratico e filo-europeo potrebbe fungere da esempio positivo per altri Paesi post-sovietici e dell’area balcanica.
Risposta dell’UE e interferenze ibride del Cremlino
Bruxelles ha intensificato il sostegno alla Moldavia, includendo il lancio di un’agenzia nazionale per la cybersicurezza e la creazione di una riserva cibernetica per proteggere le elezioni dal rischio di attacchi ibridi. Secondo gli esperti, Mosca starebbe già coordinando operazioni informative tramite bot, video falsi e media filorussi, nel tentativo di screditare la presidente Maia Sandu e il governo in carica. Se le manovre politiche e finanziarie non produrranno l’effetto desiderato, il Cremlino potrebbe ricorrere a provocazioni post-elettorali per mettere in dubbio la legittimità del voto.
Scenari futuri e resilienza filo-occidentale
Anche in caso di sconfitta, Mosca non abbandonerà l’obiettivo strategico di rovesciare il governo pro-UE moldavo. Parallelamente, il PAS spera di mantenere una posizione dominante oppure formare una coalizione con Il nostro Partito di Renato Usatîi, imprenditore ed ex candidato presidenziale, il quale oggi si dichiara a favore di una politica estera bilanciata, ma in passato ha espresso simpatie pro-russe.