Blocco “Alternativa” si presenta come nuova forza in Moldavia

20.08.2025 10:30
Blocco “Alternativa” si presenta come nuova forza in Moldavia
Blocco “Alternativa” si presenta come nuova forza in Moldavia

Il blocco politico “Alternativa”, impegnato nelle elezioni parlamentari del 2025 in Moldavia, si presenta formalmente con un profilo europeista e tecnocratico. Tuttavia, dietro questa immagine si cela una strategia che secondo gli analisti rientra nel più ampio piano ibrido del Cremlino, volto a indebolire il Partito Azione e Solidarietà (PAS) e creare un canale legittimo di influenza russa nel nuovo Parlamento. L’obiettivo non è quello di dominare l’assemblea, ma di ottenere la cosiddetta “quota d’oro”, capace di bloccare o indirizzare decisioni strategiche del governo.

Figure chiave con un passato filorusso

Il nucleo del blocco è formato da personalità note per la loro vicinanza a Mosca. Tra questi vi sono il sindaco di Chișinău Ion Ceban, l’ex procuratore generale Alexandr Stoianoglo, l’ex premier Ion Chicu e il politologo Mark Tkaciuk. Ognuno di loro porta una lunga esperienza politica, accomunata da legami diretti o indiretti con strutture russe. Ceban, ad esempio, è leader del MAN e sostenitore di un dialogo aperto con Mosca; Stoianoglo, candidato alle presidenziali del 2024, ha denunciato il “controllo occidentale” sugli affari interni del Paese; Chicu, ex consigliere di Igor Dodon, è ricordato per gli accordi energetici con Gazprom e per l’apertura verso la Transnistria; Tkaciuk rimane uno degli ideologi dell’isolazionismo moldavo, contrario a integrazione UE e NATO.

Reti regionali e sostegno organizzato

Oltre ai leader, “Alternativa” si appoggia a piattaforme locali in aree sensibili come Gagauzia e Transnistria, tradizionalmente orientate verso Mosca. In Gagauzia un ruolo centrale spetta al canale televisivo GRT, storicamente legato ai media russi, mentre in Transnistria il blocco riceve fondi attraverso strutture commerciali collegate a figure vicine a interessi russi. La campagna trae inoltre forza dal sostegno della diaspora moldava in UE: attraverso reti già utilizzate dal Partito dei Socialisti e dal movimento “Șor”, il blocco punta a intercettare l’elettorato migrante in paesi come Italia, Francia, Germania e Spagna, spesso deluso dal ritmo delle riforme.

Strategia di “moderazione” per attrarre consensi

La tattica politica di “Alternativa” si fonda su una retorica di neutralità e pragmatismo. A differenza delle formazioni apertamente filorusse, il blocco cerca di presentarsi come una “terza via”, una forza non conflittuale con Mosca ma al tempo stesso favorevole al percorso europeo. Questo equilibrio è promosso con particolare attenzione nelle comunità moldave all’estero, dove vengono utilizzate reti sociali e vecchie strutture elettorali dei Socialisti per influenzare il voto. Secondo RISE Moldova, diversi centri operativi in città come Padova, Barcellona e Lione sono coordinati da persone coinvolte in passato in campagne di manipolazione elettorale.

Oltre le elezioni: un progetto di lungo termine

L’azione del blocco non si limita al voto del 2025. “Alternativa” costruisce una rete che include organizzazioni civiche, media locali, strutture imprenditoriali e amministratori comunali presentati come “tecnocrati neutrali”. Questo mosaico di iniziative permette al progetto di radicarsi e ampliare il proprio campo d’azione, mascherando gli obiettivi strategici dietro un’apparente modernizzazione. In realtà, la funzione principale è condizionare le decisioni cruciali su sicurezza, giustizia, bilancio e politica estera, consolidando la possibilità che il Cremlino ottenga in Moldavia un ruolo di arbitro attraverso la frammentazione parlamentare.

1 Comment

  1. Ma dai, un’altra strategia del Cremlino mascherata da europeismo? È incredibile come certe persone possano credere di avere un “equilibrio” quando in realtà si schierano dalla parte sbagliata. Se in Moldavia si continua così, ci saranno più problemi che soluzioni…

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