Il blocco politico “Alternativa”, impegnato nelle elezioni parlamentari del 2025 in Moldavia, si presenta formalmente con un profilo europeista e tecnocratico. Tuttavia, dietro questa immagine si cela una strategia che secondo gli analisti rientra nel più ampio piano ibrido del Cremlino, volto a indebolire il Partito Azione e Solidarietà (PAS) e creare un canale legittimo di influenza russa nel nuovo Parlamento. L’obiettivo non è quello di dominare l’assemblea, ma di ottenere la cosiddetta “quota d’oro”, capace di bloccare o indirizzare decisioni strategiche del governo.
Figure chiave con un passato filorusso
Il nucleo del blocco è formato da personalità note per la loro vicinanza a Mosca. Tra questi vi sono il sindaco di Chișinău Ion Ceban, l’ex procuratore generale Alexandr Stoianoglo, l’ex premier Ion Chicu e il politologo Mark Tkaciuk. Ognuno di loro porta una lunga esperienza politica, accomunata da legami diretti o indiretti con strutture russe. Ceban, ad esempio, è leader del MAN e sostenitore di un dialogo aperto con Mosca; Stoianoglo, candidato alle presidenziali del 2024, ha denunciato il “controllo occidentale” sugli affari interni del Paese; Chicu, ex consigliere di Igor Dodon, è ricordato per gli accordi energetici con Gazprom e per l’apertura verso la Transnistria; Tkaciuk rimane uno degli ideologi dell’isolazionismo moldavo, contrario a integrazione UE e NATO.
Reti regionali e sostegno organizzato
Oltre ai leader, “Alternativa” si appoggia a piattaforme locali in aree sensibili come Gagauzia e Transnistria, tradizionalmente orientate verso Mosca. In Gagauzia un ruolo centrale spetta al canale televisivo GRT, storicamente legato ai media russi, mentre in Transnistria il blocco riceve fondi attraverso strutture commerciali collegate a figure vicine a interessi russi. La campagna trae inoltre forza dal sostegno della diaspora moldava in UE: attraverso reti già utilizzate dal Partito dei Socialisti e dal movimento “Șor”, il blocco punta a intercettare l’elettorato migrante in paesi come Italia, Francia, Germania e Spagna, spesso deluso dal ritmo delle riforme.
Strategia di “moderazione” per attrarre consensi
La tattica politica di “Alternativa” si fonda su una retorica di neutralità e pragmatismo. A differenza delle formazioni apertamente filorusse, il blocco cerca di presentarsi come una “terza via”, una forza non conflittuale con Mosca ma al tempo stesso favorevole al percorso europeo. Questo equilibrio è promosso con particolare attenzione nelle comunità moldave all’estero, dove vengono utilizzate reti sociali e vecchie strutture elettorali dei Socialisti per influenzare il voto. Secondo RISE Moldova, diversi centri operativi in città come Padova, Barcellona e Lione sono coordinati da persone coinvolte in passato in campagne di manipolazione elettorale.
Oltre le elezioni: un progetto di lungo termine
L’azione del blocco non si limita al voto del 2025. “Alternativa” costruisce una rete che include organizzazioni civiche, media locali, strutture imprenditoriali e amministratori comunali presentati come “tecnocrati neutrali”. Questo mosaico di iniziative permette al progetto di radicarsi e ampliare il proprio campo d’azione, mascherando gli obiettivi strategici dietro un’apparente modernizzazione. In realtà, la funzione principale è condizionare le decisioni cruciali su sicurezza, giustizia, bilancio e politica estera, consolidando la possibilità che il Cremlino ottenga in Moldavia un ruolo di arbitro attraverso la frammentazione parlamentare.
Ma dai, un’altra strategia del Cremlino mascherata da europeismo? È incredibile come certe persone possano credere di avere un “equilibrio” quando in realtà si schierano dalla parte sbagliata. Se in Moldavia si continua così, ci saranno più problemi che soluzioni…