Bonafè critica il governo per il mancato supporto all’editoria e il disastro degli emendamenti

20.02.2026 01:15
Bonafè critica il governo per il mancato supporto all’editoria e il disastro degli emendamenti

Critiche al Governo Italiano per la Mancanza di Sostegno all’Editoria

Roma, 20 febbraio 2026 – “La verità è che per il governo il settore dell’editoria non è centrale. Si procede a vista, fra tagli di risorse ed emendamenti estemporanei che mostrano soprattutto una cosa: l’assenza di una strategia e di una visione per un settore strategico per la vita democratica”, afferma Simona Bonafè, ex europarlamentare e attuale capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Costituzionali della Camera. Bonafè esprime il suo sconcerto anche per la gestione degli emendamenti al decreto Milleproroghe, definendola un “autentico disastro”, con proposte arrivate troppo tardi a causa delle divisioni all’interno della maggioranza, riporta Attuale.

A farne le spese è stato anche il settore dell’editoria: è saltata la proroga del credito di imposta sull’acquisto della carta.

Quali sono i motivi di queste scelte del governo?

“In fondo il governo considera l’editoria un settore marginale, non strategico. Io credo, invece, che l’informazione sia un bene pubblico essenziale e che il pluralismo sia fondamentale non solo per la democrazia, ma anche per garantire la qualità dell’informazione in un momento estremamente complesso per l’intero settore. Per questo è necessario sostenere la presenza di più voci indipendenti e non continuare a tagliare quelle risorse che, fra l’altro, non sono mai venute meno negli ultimi anni, almeno fino all’arrivo di questo governo.”

Risorse necessarie anche per affrontare la concorrenza sleale delle grandi piattaforme digitali?

“Certo. È chiaro che l’editoria attraversa grandi difficoltà non solo per il calo delle vendite dei quotidiani e per il collasso della rete di distribuzione basata sulle edicole, ma anche per la concorrenza sleale delle big tech sull’informazione online. È evidente che il settore dovrebbe essere sostenuto con una visione strategica in grado di accompagnarlo verso la transizione digitale. Invece, con tagli ed emendamenti in provvedimenti “omnibus“ come il Milleproroghe, si sta facendo esattamente il contrario.”

Eppure, il sottosegretario con la delega all’Editoria, Alberto Barachini, sostiene che i fondi ci sono e che il governo vuole aiutare l’editoria. Chi ha ragione?

“Semplice: se davvero si vuole sostenere il settore, allora lo dimostri con i fatti, aumentando e non riducendo le risorse del fondo per il pluralismo. Avrebbe dovuto semplicemente riformulare gli emendamenti, ma non lo ha fatto.”

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