Giovane madre arrestata dopo la morte della figlia a Bordighera
Imperia, 15 febbraio 2026 – La piccola Beatrice è deceduta in casa del compagno della madre, ore dopo la donna avrebbe guidato fino alla sua abitazione, con il cadavere in macchina. Questa è la ricostruzione fornita dal giudice per le indagini preliminari che ha disposto la custodia cautelare in carcere per Manuela A, sospettata di omicidio preterintenzionale nei confronti della figlia di 2 anni, riporta Attuale.
Le indagini rivelano che la bambina sarebbe morta tra la mezzanotte e le due del 9 febbraio, quindi ore prima che la madre chiamasse i soccorsi alle 8.21 del mattino. Manuela ha negato ogni responsabilità, affermando che al momento della chiamata al 118 la bimba era ancora viva. Per giustificare gli ematomi della figlia, ha sostenuto che la piccola fosse caduta dalle scale giorni prima, con conseguenze solo successivamente evidenti. “La signora ha ribadito di non aver mai alzato le mani sulle bambine, che sono le ragioni della sua vita – hanno dichiarato i legali Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta –. Ha detto ‘mi farò quarant’anni, ma la verità deve emergere per forza’.”
Dopo l’interrogatorio, è stata avviata un’indagine anche a carico del compagno di Manuela, Emanuel I, un vecchio amico che la donna avrebbe ricominciato a frequentare solo da due mesi. Manuela ha dichiarato che l’8 febbraio le figlie sono rimaste in casa con lui mentre lei si è recata a svolgere alcune commissioni in campagna. La donna è uscita verso le 8.30, tornando intorno alle 12, creando un’assenza di circa tre ore e mezza su cui gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza. Cosa è realmente accaduto nella casa dell’uomo?
Un elemento cruciale per le indagini sarà l’autopsia sul corpo della bambina, prevista per lunedì. Questo esame dovrà non solo accertare l’origine dei lividi sul corpo della piccola e le reali cause della morte, ma anche l’ora in cui è avvenuto il decesso. Un dato fondamentale per collocare la presenza della bambina in un determinato luogo, anche grazie all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza effettuata dai carabinieri. Importanti saranno anche gli accertamenti del Reparto investigazioni speciali dei Carabinieri all’interno dell’abitazione di Emanuel.
Nel frattempo, la donna rimane in carcere. Il giudice ha deciso di non convalidare l’arresto (la difesa ha contestato la mancanza di flagranza), ma ha emesso una misura cautelare, riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza e il rischio di inquinamento delle prove.