Immunità per Ilaria Salis confermata, tensioni con Ungheria aumentano
Un esito incerto, ma per ora positivo. La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo ha confermato l’immunità a Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, attraverso un voto che ha visto 13 deputati contro la revoca richiesta dal governo ungherese e 12 a favore. Questo risultato si oppone al parere del relatore, l’eurodeputato spagnolo del Ppe Adrián Vázquez Lázara, che ha descritto la situazione come “un brutto e pericoloso precedente”. Ora la plenaria del 7 ottobre dovrà decidere se confermare la scelta della commissione e respingere la richiesta di revoca proveniente da Budapest. “È un segnale importante e positivo – ha commentato Salis – ho piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche. Ribadisco: difendere la mia immunità non significa sottrarmi alla giustizia, ma proteggermi dalla persecuzione politica del regime di Orban”, riporta Attuale.
La reazione da Budapest è stata durissima: “Ilaria Salis è una pericolosa criminale che deve stare in prigione. È incomprensibile e scandaloso che il Parlamento europeo legittimi il terrorismo di estrema sinistra,” ha dichiarato il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs. Dall’altra parte, i rappresentanti di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno difeso Salis, affermando che la sua lotta è per lo stato di diritto e la democrazia in Europa. La Lega, tuttavia, ha stigmatizzato la decisione, definendola “una eurovergogna della sinistra e dei traditori del centrodestra”. Giuseppe Conte ha sottolineato che “è necessario sottrarla alla giustizia ungherese”, criticando l’assenza di garanzie per un giusto processo in Ungheria.
Attualmente, l’immunità di Salis è salva, ma le dinamiche del voto sono complesse. Il centrosinistra – S&D, Sinistra, Verdi e liberali – non avrebbe potuto da solo garantire l’esito, avendo solo 11 voti sui 13 necessari. Due deputati del centrodestra hanno apparentemente votato in modo diverso rispetto al loro schieramento originale. Nonostante la promessa di voto a favore dalla destra, che contava su 7 voti, il Ppe ha mantenuto una posizione contraria alla revoca, seguendo le indicazioni di Vázquez Lázara.
Se queste dichiarazioni rispecchiano fedelmente il voto, la revoca sarebbe passata per 14 voti, il che solleva interrogativi sul sostegno ricevuto da Salis all’interno del Ppe. Alcune fonti indicano la presenza di dissensi tra i membri del Ppe in commissione, ma il partito non ha commentato. Si ipotizza che gli eurodeputati polacchi e tedeschi, tra cui Michał Wawrykiewicz, possano aver sostenuto Salis, mentre altri nomi emergono nelle speculazioni.
Fra questi, si segnala Mario Mantovani di Fratelli d’Italia (ECR), vicepresidente della commissione, la cui possibile scelta di appoggiare Salis sembrerebbe motivata dal desiderio di evitare conflitti con il governo di Roma. Tuttavia, Mantovani ha negato qualsiasi coinvolgimento, sottolineando il rischio di legittimare atti violenti contro chi ha opinioni divergenti. Ora, l’attenzione si sposta sulla plenaria di ottobre, dove sarà necessario un sostegno strategico da parte di Verdi e Socialisti per mantenere l’immunità di Salis, visto che la Sinistra da sola non ha i numeri per richiedere un voto segreto.