La dichiarazione del portavoce della Commissione
BRUXELLES, 1 luglio 2025 – L’Unione europea non sta spingendo per una separazione tra Ucraina e Moldova nel processo di adesione all’UE. Lo ha dichiarato lunedì il portavoce della Commissione europea, Guillaume Mercier, sottolineando che una decisione in tal senso spetta esclusivamente agli Stati membri. La Commissione, ha aggiunto, “non insiste su un simile approccio”.
L’intervento giunge in risposta alle crescenti speculazioni secondo cui Bruxelles potrebbe accelerare il percorso europeo della Moldova separandolo da quello dell’Ucraina, bloccato attualmente dal veto dell’Ungheria. Una simile ipotesi ha suscitato preoccupazioni, soprattutto alla luce del ruolo chiave svolto da Kyiv nella difesa della stabilità regionale.
Il nodo ungherese e lo scenario dei negoziati paralleli
Attualmente, i colloqui sull’adesione dell’Ucraina all’UE sono ostacolati da Budapest, che mantiene una linea apertamente critica nei confronti del governo ucraino. In questo contesto, le istituzioni europee stanno valutando un’eventuale soluzione tecnica che permetterebbe l’avvio di negoziati paralleli con Kyiv, evitando il blocco ungherese e consentendo all’Ucraina di proseguire nel percorso di adeguamento tecnico e giuridico agli standard comunitari.
Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, l’obiettivo sarebbe quello di preservare il principio dell’equità e del merito nel processo di adesione, evitando che i progressi compiuti da Kyiv vengano frenati da posizioni individuali non condivise da altri Stati membri.
Il contesto geopolitico e l’interdipendenza tra Ucraina e Moldova
Separare i percorsi di Kyiv e Chișinău, secondo osservatori regionali, non solo sarebbe politicamente discutibile, ma anche strategicamente miope. La sicurezza della Moldova, sottolineano analisti europei, dipende fortemente dal fatto che le forze ucraine abbiano finora contenuto l’espansione militare russa a est.
“Non si può ignorare – ha dichiarato un funzionario europeo – che la resistenza ucraina ha evitato una destabilizzazione immediata della Moldova. Premiare solo una parte mentre l’altra resta bloccata sarebbe un errore politico e morale”.
Il ruolo degli Stati membri e le regole dell’allargamento
La Commissione europea ribadisce che l’adesione all’UE si basa su criteri giuridici e politici ben definiti, in particolare i criteri di Copenaghen, e che le decisioni fondamentali spettano agli Stati membri, non agli organi esecutivi.
In questo quadro, viene rimarcato che eventuali divergenze nei percorsi di adesione devono poggiarsi su basi condivise, non su pressioni esterne o su azioni unilaterali. Ucraina e Moldova sono chiamate a proseguire con determinazione nelle rispettive riforme, mantenendo l’allineamento con i valori e le normative dell’UE.
Ucraina resta impegnata nel percorso europeo
Nonostante gli ostacoli politici, Kyiv continua ad avanzare nel processo di integrazione europea, adempiendo ai propri obblighi e riformando il sistema giudiziario, la pubblica amministrazione e la governance economica.
“Il futuro dell’Ucraina nell’Unione europea – dichiarano fonti governative – non può essere ostaggio della posizione distruttiva di un singolo Paese membro. Il nostro impegno è forte, e la nostra direzione è chiara”.
L’attenzione resta quindi concentrata su una soluzione che permetta il progresso di entrambi i Paesi nel rispetto dei valori fondamentali dell’UE: solidarietà, coesione e rispetto reciproco tra Stati sovrani.