Caccia ai pappagallini verdi: la Lega li considera specie invasive

28.07.2025 17:05
Caccia ai pappagallini verdi: la Lega li considera specie invasive

Un emendamento al Ddl Maran su fauna selvatica e prelievo venatorio punta ad allargare le specie per cui sarà previsto l’abbattimento, dai lupi ai piccioni, riporta Attuale.

Dopo l’attenzione rivolta ai lupi, altre specie sono diventate oggetto delle proposte della Lega. Tra gli animali che il partito considera per il controllo attraverso l’abbattimento vi sono i parrocchetti, i vivaci pappagallini verdi che da tempo abitano i cieli di Roma e hanno colonizzato altre regioni d’Italia. Anche i piccioni sono nel mirino, animali che si muovono nelle piazze e tra i tavoli dei bar in cerca di cibo. «Sembra strano, ma dopo aver nidificato nelle aree urbane, questi piccioni si dirigono verso i campi coltivati, causando danni significativi alle colture e, pertanto, agli agricoltori». A comunicarlo è Francesco Bruzzone, responsabile del Dipartimento di gestione della fauna selvatica della Lega.

Un emendamento nel ddl Maran

Questa iniziativa si tradurrà in un emendamento al ddl Maran, progetto sottoscritto da tutti i capigruppo della maggioranza al Senato, destinato a riformare la legge 157 del 1992, che tutela la fauna selvatica e regola il prelievo venatorio. Il disegno di legge è attualmente esaminato dalle Commissioni Ambiente e Agricoltura di Palazzo Madama. I termini per presentare emendamenti scadono il 4 agosto, ma la discussione riprenderà dopo la pausa estiva dell’attività parlamentare, attesa per i primi giorni di settembre.

Il problema dei piccioni

«Tutte le regioni della pianura affrontano un grave problema legato ai piccioni, animali che non si nutrono di erba, ma piuttosto di sementi», commenta Bruzzone. «Quando un agricoltore semina riso, giungono stormi di centinaia di piccioni che danneggiano il raccolto, costringendo l’agricoltore a riseminare». È importante sottolineare, però, che Bruzzone si riferisce ai piccioni domestici, mentre i piccioni selvatici, che sono specie native e protette, necessitano di tutela poiché la loro popolazione si è drasticamente ridotta.

Ibis sacro, parrocchetti e nutrie

Tuttavia, la questione non si limita ai piccioni. In Italia, oltre al piccione domestico, ci sono diverse specie non autoctone che si sono insediati in modo spesso incontrollato. «La scienza, come indicato da Ispra, suggerisce che queste specie vadano rimosse – sostiene Bruzzone – L’Unione Europea ha esortato gli Stati membri a prendere provvedimenti contro le specie aliene invasive». Tra queste vi è l’Ibis sacro, un uccello originario dell’Africa che si è moltiplicato dopo fughe da zoo o liberazioni volontarie. Altrettanto problematiche sono le nutrie, comuni nel Nord Italia, e i parrocchetti, i piccoli pappagalli verdi che arricchiscono il cielo di molte città centrali.

L’abbattimento

Ma quale sarebbe il metodo di abbattimento? L’azione sarebbe gestita dalle autorità competenti e realizzata da personale specializzato: corpi di polizia, polizie provinciali, o il Corpo forestale, con possibile assistenza di esperti nel settore. I metodi previsti variano dalla cattura con trappole o reti, fino all’impiego di armi da fuoco se necessario. «Questa situazione non coinvolge i cacciatori: non c’è interesse nel cacciare parrocchetti o piccioni».

L’appello dall’Europa

Finalmente, anche l’eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint ha commentato la situazione, affermando che «gli agricoltori sono esausti nell’affrontare danni alle sementi, vedendo compromessa la raccolta di colture sensibili come il girasole, a causa dei piccioni, animali che non hanno nulla a che vedere con le specie di uccelli selvatici». Per Cisint, il ddl sulla caccia deve rappresentare un’opportunità per raggiungere anche gli obiettivi richiesti dall’Europa, in particolare riguardo le specie aliene invasive, che gravano sul bilancio dell’Unione per oltre 12 miliardi di euro l’anno.

2 Comments

  1. In conclusione, l’emendamento al ddl Maran proposto dalla Lega mira a un ampliamento delle specie per cui è previsto l’abbattimento, includendo animali come piccioni e parrocchetti. Queste misure, giustificate da danni all’agricoltura e dalla necessità di controllare specie non autoctone, stanno suscitando dibattito tra esperti e agricoltori. La questione sarà oggetto di attenta valutazione da parte del Parlamento, mentre si cerca un equilibrio tra esigenze agricole e tutela della fauna selvatica, in linea con le linee guida europee contro le specie invasive.

  2. L’emendamento al ddl Maran rappresenta un passo significativo verso la gestione delle specie selvatiche in Italia, ampliando la possibilità di abbattimento non solo per i lupi, ma anche per piccioni, parrocchetti e altre specie considerate invasive. Sebbene il provvedimento miri a risolvere i danni agricoli causati dalla fauna, è cruciale garantire la protezione delle specie native, sottolineando la necessità di un approccio equilibrato nella conservazione della biodiversità. Con l’approvazione prevista dopo la pausa estiva, il ddl potrebbe avere un impatto notevole sulle pratiche venatorie e sull’ambiente agricolo, rispondendo così a pressioni sia locali che europee.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere