Cagliari, 25 settembre 2025 – Un imprenditore del vino, Emanuele Ragnedda, ha confessato di aver ucciso Cinzia Pinna, 33enne di Castelsardo, in un episodio di violenza avvenuto durante una lite. Secondo quanto riferito a gli inquirenti, Ragnedda avrebbe sparato a Pinna per difesa personale, sostenendo che la donna si fosse avvicinata minacciosamente con un oggetto in mano, portandolo a temere per la propria incolumità, riporta Attuale.
Omicidio volontario aggravato
Le indagini continuano presso la casa dell’imprenditore, dove i carabinieri del Ris stanno esaminando i dettagli del caso. Ragnedda è atteso in udienza per la convalida del fermo, prevista per domani. È accusato di omicidio volontario e di omicidio volontario aggravato dall’uso di arma comune da sparo, oltre all’occultamento di cadavere. La famiglia di Cinzia Pinna è ancora in attesa di riconoscere il corpo, vivendo momenti di profonda angoscia.
La confessione
Emanuele Ragnedda ha ammesso di aver colpito Cinzia Pinna con un colpo di pistola. Gli esperti del Ris di Cagliari hanno trovato diversi reperti nella sua abitazione, tra cui tracce di sangue e una polvere bianca che sarà oggetto di un esame tossicologico per determinare se si tratta di cocaina. Le procedure legali richiederanno alcuni giorni per garantire la corretta gestione dei reperti.
La ricostruzione di quella terribile notte
La tragedia si è consumata nella tenuta di Conca Entosa, dove Ragnedda ha ammazzato la giovane donna dopo averla incontrata a Palau nella notte tra l’11 e il 12 settembre. I due si conoscevano già; Ragnedda l’aveva accolta in auto mentre Pinna si trovava in condizioni psicofisiche precarie. Le informazioni sono state ricostruite grazie alle testimonianze e ai filmati delle videosorveglianze. Negli ultimi giorni, gli eventi hanno portato gli inquirenti a concentrarsi sull’uomo, che ha finalmente ammesso la responsabilità del delitto. Il suo avvocato, Luca Montella, ha confermato che Ragnedda ha rivelato tutto al procuratore di Tempio, Gregorio Capasso. Attualmente, l’imprenditore si trova nel carcere di Nuchis, in attesa dell’udienza di convalida.