Il governo italiano affronta la legge di Bilancio con il voto di fiducia
Manovra a colpi di fiducia. Il governo italiano si appresta a votare la legge di Bilancio con una questione di fiducia alla Camera, replicando il copione visto al Senato. Tuttavia, a Palazzo Madama, il testo era rimasto per ben 63 giorni, subendo una lunga serie di riscritture e modifiche. A Montecitorio, invece, il percorso dall’approdo in Commissione al via libera definitivo è stato di poco più di una settimana, festivi inclusi. Ieri sera, il governo ha posto la questione di fiducia e il voto è atteso per oggi. Seguirà una maratona notturna per discutere gli ordini del giorno (239 in totale, tra maggioranza e opposizione), prima del voto finale previsto per domani, per evitare l’esercizio provvisorio, riporta Attuale.
Questo iter ha sostanzialmente escluso una parte del Parlamento dalla discussione. Ieri, il deputato del PD Claudio Mancini ha ricordato un episodio del 2019, quando l’attuale premier protestava contro il governo per l’accelerazione della legge di Bilancio: “La democrazia parlamentare significa che il Parlamento decide, la democrazia parlamentare significa che il Parlamento è centrale. Posso chiedervi dov’è la democrazia parlamentare nel momento in cui il Parlamento non può discutere la legge di Bilancio, che è la prima prerogativa dei parlamenti dalla fine delle monarchie assolute e quindi, più o meno, dal XVII secolo?”.
Dopo l’approvazione del testo della manovra, senza alcuna modifica, i deputati del PD hanno inserito nel parere della Commissione Bilancio un passaggio in cui si chiede esplicitamente che questo metodo “non diventi un precedente”. Anche i rappresentanti dei Cinquestelle hanno espresso critiche, accusando il governo di aver presentato una “manovra di guerra” senza misure a favore dei cittadini. Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, ha definito la legge “una manovra ragionieristica che fa cassa dove può senza distinzioni né una strategia: è brutta e senz’anima”.
Le divisioni nel centrosinistra emergono anche in merito alla strategia contro la legge di Bilancio. La deputata di Azione, Elena Bonetti, ha parlato esplicitamente di due opposizioni: “C’è quella del ‘campo largo’, che non vuole incidere per cambiare le cose, e c’è Azione, che non ne farà parte perché ha contribuito a scrivere alcune misure della legge di Bilancio”. Nella maggioranza, invece, regna compattezza, con Fratelli d’Italia che rivendica il taglio delle tasse per il ceto medio, oltre a risorse per la sanità e per la famiglia. Tra i provvedimenti si annoverano l’aumento del contributo mensile per madri lavoratrici con più di due figli, modifiche all’Isee per un maggiore accesso ai servizi, e risorse per supporto a genitori separati nell’affitto di nuove abitazioni e per i centri estivi per bambini e anziani.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è arrivato alla Camera poco prima dell’inizio della seduta, facendo una breve sosta in buvette. Durante uno scambio di battute con i cronisti, ha fatto riferimento a Brigitte Bardot, affermando: “Oggi è il giorno di Brigitte Bardot, la mia generazione, come diceva Gaber – è quella che è cresciuta con Brigitte Bardot… avevo dieci anni”.