Il futuro della Pubblica Amministrazione: centralità del capitale umano e innovazione tecnologica
Il 11 febbraio 2026, ilcapitale umano è stato identificato come un asset strategico per la riforma della Pubblica amministrazione durante un incontro organizzato da Formiche e Digit’Ed. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha enfatizzato l’importanza di investire nelle risorse umane per migliorare l’efficienza dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese, riporta Attuale.
Zangrillo ha evidenziato che la modernizzazione della pubblica amministrazione non può essere limitata a considerazioni normative o tecnologiche, ma deve focalizzarsi sulla valorizzazione delle persone. Negli ultimi tre anni, sono state assunte oltre 600 mila persone, grazie anche alla piattaforma inPA, utilizzata da circa tre milioni di utenti, oltre la metà dei quali sono giovani sotto i 40 anni. Questo rinnovamento generazionale richiede un rafforzamento dei percorsi di crescita professionale e manageriale, con l’obiettivo di aumentare da sei a quasi 40 ore di formazione annuale per dipendente, sfruttando piattaforme digitali e programmi strutturati. “Non si tratta più di numeri, ma di persone da valorizzare e da comprendere nei loro punti di forza e debolezza”, ha notato Zangrillo, sottolineando l’importanza della leadership come elemento chiave per affrontare le sfide attuali.
Sul fronte tecnologico, l’amministratore delegato di Sogei Cristiano Cannarsa ha affermato che la digitalizzazione è ormai una condizione essenziale del sistema pubblico, permettendo la formazione su larga scala e il monitoraggio dei percorsi professionali. La sinergia tra tecnologia e formazione è oggi fondamentale per migliorare l’efficienza dell’organizzazione amministrativa. Fabrizio Curcio, commissario straordinario di Governo per la ricostruzione delle aree colpite dall’alluvione, ha messo in evidenza che competenze adeguate e procedure più snelle sono cruciali per rispettare tempi e vincoli finanziari. La qualità del capitale umano è direttamente correlata alla capacità dello Stato di rispondere a situazioni di emergenza e garantire trasparenza ed efficacia negli interventi.
Dal punto di vista della finanza pubblica, Renato Loiero, consigliere per le politiche di bilancio della Presidenza del Consiglio, ha richiamato l’importanza della qualità professionale e della sostenibilità della spesa. Una Pubblica amministrazione con più competenze non solo programma meglio, ma riduce anche le inefficienze e massimizza l’impatto delle risorse disponibili, potenziando la credibilità delle istituzioni. Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, ha sottolineato l’importanza valoriale del servizio pubblico, affermando che lavorare nella Pubblica amministrazione è “una scelta di responsabilità verso l’Italia”. Ha inoltre aggiunto che “servire lo Stato deve tornare a essere la prima scelta”.
All’incontro hanno partecipato anche Marco Pietrucci, Head of Artificial Intelligence & Venture Strategy Solutions di Ferrovie dello Stato, e Sergio Strozzi, Head of Innovation, Technology and Startups del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, i quali hanno discusso del ruolo cruciale dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale nei processi organizzativi pubblici. Mario Vitale, vicepresidente di Digit’Ed, ha ribadito l’importanza della formazione continua come investimento fondamentale per accompagnare la trasformazione delle organizzazioni pubbliche. Digit’Ed si pongono come il principale polo formativo in Italia, con oltre 30 anni di esperienza e più di 500mila persone formate annualmente, perseguendo l’obiettivo di valorizzare il capitale umano attraverso percorsi d’eccellenza. La direzione individuata è quella di una Pubblica Amministrazione che misura la propria competitività non solo in base alla rapidità delle procedure, ma anche alla qualità delle persone che le dirigono.
Ho sentito parlare di queste nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione e mi sembra una cosa positiva, ma chissà se sarà davvero utile!… La formazione è importante, ma alla fine tutto dipende da chi lavora. Speriamo che le parole siano seguite dai fatti!