Wimbledon è un torneo senza pari, capace di generare emozioni forti e difficilmente descrivibili sia per i tennisti sia per gli appassionati. Anche se si è due volte campione in carica e si è già imposto su una leggenda come Novak Djokovic in due finali consecutive, il Campo Centrale riesce sempre a lasciare un’impronta speciale. Questo è ciò che ha vissuto oggi Carlos Alcaraz, costretto a combattere fino al quinto set contro un fantastico Fabio Fognini, riporta Attuale.
Alcaraz: “Grande rispetto per Fognini. Sinner? Sarebbe complicato per me”
Alcaraz ha affermato: “Sapevo che sarebbe stata una partita difficile contro Fabio. È consapevole che questi sono i suoi ultimi tornei, ma nonostante ciò, il suo talento rimane straordinario. Sono molto orgoglioso di aver trovato il modo per avanzare. Rispetto profondamente Fabio, è una vera icona. Adoro vedere il suo gioco e ammiro tutto ciò che ha realizzato nella sua carriera. Sono contento di aver condiviso nuovamente il campo con lui”.
Il calore del torneo ha reso il match ancora più impegnativo per Alcaraz. “Giocare in queste condizioni è difficile. In alcuni posti affrontiamo situazioni davvero dure, ma come tennisti dobbiamo saperci adattare celermente. Quando sono in difficoltà, cerco di resistere ai momenti negativi e continuo a combattere. Sto acquisendo maggiore maturità; ora so come gestire certe situazioni. Aspiro a far parte di quel gruppo di campioni che riesce sempre a trovare un modo per vincere. Oggi ho avvertito come se fosse la mia prima volta a Wimbledon. È un torneo unico. Ero molto nervoso, e avere l’onore di inaugurare il Campo Centrale è davvero un privilegio”.
In seguito, ad Alcaraz è stata rivolta una domanda riguardo la sua scelta su Jannik Sinner. Il numero uno del mondo ha separato le strade con Marco Panichi e Ulises Badio, presentandosi a Wimbledon senza un preparatore atletico e un fisioterapista personale. “L’ATP dispone di fisioterapisti eccellenti che si prendono cura dei giocatori in modo impeccabile. Molti tennisti affrontano i tornei senza il proprio fisioterapista. Io viaggio con la mia squadra da lungo tempo e non riesco a immaginare di farlo senza di loro. Conoscono il mio corpo meglio di me e senza di loro sarei in difficoltà”, ha concluso il campione spagnolo.