Carmela Manco: “Dobbiamo disarmare i ragazzi con l’amore e l’educazione”

04.04.2026 20:55
Carmela Manco: “Dobbiamo disarmare i ragazzi con l’amore e l'educazione”

Napoli, 4 aprile 2026 – Ormai è sera tardi, la voce arriva con un velo di stanchezza: pronto. Carmela Manco, consacrata, è la presidente e fondatrice dell’associazione ‘Figli in famiglia’, una onlus che è prima di tutto una casa accogliente e sempre aperta – “il portone chiude alle 22” –, a San Giovanni a Teduccio, quartiere operaio di Napoli. Ha 72 anni, affronta giornate di 12-14 ore con un obiettivo: “Aiutare ragazzi e bambini che provengono da famiglie in difficoltà.” Lo faccio da oltre 40 anni. Dico sempre: l’arma migliore che possiamo dare in mano ai nostri piccoli è la penna. Perché fa crescere la capacità di valutare quello che hanno intorno, riporta Attuale.

La ‘moda’ dei ragazzini armati di coltelli

Negli ultimi tempi, i giovani si armano soprattutto di coltelli. Tra i casi recenti, va segnalato un 14enne ferito da un altro minore nei bagni di una scuola a Scampia. “Fortunatamente, non è mai successo tra i ragazzi che frequentano la nostra associazione, ma oggi procurarsi una lama è facilissimo,” riflette Carmela. “Stiamo vivendo un momento molto particolare. Credo si sia persa l’idea della famiglia. I genitori devono fare i genitori, non gli amici dei figli; si fanno chiamare per nome, non mamma e papà. Ma un bambino ha bisogno di un riferimento forte perché deve crescere.” Aggiunge: “Quando si dicono troppi sì, i piccoli si sentono liberi di fare quello che vogliono. E allora basta avere soldi in tasca, arrivare in un negozietto e comprarsi un coltellino. Oggi è di moda. I ragazzi si disarmano con l’attenzione.”

Aumento dei reati violenti tra i minori

Tutti gli studi evidenziano un incremento dei reati violenti commessi da minori in Italia, in particolare lesioni, rapine e risse. Carmela afferma che i ragazzi spesso dichiarano: “Con la lama mi sento sicuro, se succede qualcosa mi posso difendere.” Le fonti di questo comportamento sono, a suo avviso, gli obbrobri che vedono sui social. “Non voglio demonizzarli,” spiega, “sono anche utilissimi. Ma è come con i coltelli: li posso usare per tagliare il pane o per ammazzare qualcuno. I bambini a 8 anni hanno già il telefonino. È troppo facile diventare preda di chi vuol farti del male.”

Il percorso di vita di Carmela Manco

“Ero ragioniera, avviata a tutt’altro,” racconta la presidente-fondatrice. “A un certo punto della mia vita mi sono scoperta una vocazione che non conoscevo e ho iniziato a lavorare. Prima in una parrocchia, poi siamo diventati un’associazione.” Attualmente, i ragazzi ufficialmente iscritti sono 150, ma ne arrivano molti di più ogni giorno. “Il nostro motto è avere la porta sempre aperta. Tra qualche anno spero di aprire una casa famiglia.” Anche se le giornate iniziano molto presto e finiscono 14 ore dopo, “guardare i bimbi negli occhi” ripaga gli sforzi, affermando che “sono meravigliosi. Tutti portano grandi sofferenze.”

Attività nel quartiere di San Giovanni a Teduccio

“La mattina lavoriamo con i genitori, soprattutto con le mamme,” spiega Carmela. “Abbiamo uno sportello di supporto con psicologi, avvocati, esperti di economia, che cercano di far scoprire alle madri le capacità che non sanno di avere. Di pomeriggio, invece, inizia l’attività con i bambini. Organizziamo ludoteche per i piccoli, da zero a sei anni, oltre a supporto scolastico, con la partecipazione di universitari che chiedono aiuto. Se un ragazzo esagera, io lo rimprovero anche in dialetto. È così che costruiscono relazioni e tornano da noi: qui si sentono amati.

L’associazione richiede ai ragazzi un euro al giorno per il mantenimento, poiché le mamme spesso credono che tutto sia dovuto. “Ci manteniamo con la provvidenza,” afferma Carmela, rassicurando che anche senza aiuti da enti pubblici, continuano il loro operato. “Se mi servono un paio di scarpe, me ne arrivano tre.”

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