Cavo Dragone: “Nasce la figura del dronologo, professione chiave nei conflitti moderni”

12.09.2025 13:35
Cavo Dragone: “Nasce la figura del dronologo, professione chiave nei conflitti moderni”

Le sfide della sicurezza europea discusse a Frascati

Oggi, presso il centro ESA–ESRIN di Frascati, si sono svolti gli Stati Generali della Difesa, dello Spazio e della Cybersecurity – The Upcoming Challenges for the European Industry, evento che ha visto la partecipazione di istituzioni, settore industriale, mondo accademico, rappresentanti della NATO e dell’Unione Europea, riporta Attuale.

L’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare della NATO, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza dei droni nei conflitti contemporanei e nel dibattito pubblico, affermando: “durante la pandemia abbiamo scoperto i virologi. Oggi nasce una nuova professione: quella dei dronologi”. Tuttavia, Cavo Dragone ha poi adottato un tono più serio, delineando i tre pilastri fondamentali della sicurezza odierna: difesa, spazio e cybersicurezza. Ha messo in evidenza che senza i satelliti, non si può avere né intelligence né deterrenza, e senza dominio cibernetico, non c’è resilienza.

Il messaggio principale si è rivolto all’industria, evidenziando la necessità di invertire la logica attuale che vede spesso la tecnologia anticipare la strategia: “non possiamo più permetterci che sia l’offerta a dettare l’agenda. Le esigenze operative devono guidare l’innovazione. Serve un modello user-driven and industry-enabled”, ha dichiarato, instillando l’idea che i militari devono essere co-architetti delle capacità future, non solo clienti.

Cavo Dragone ha identificato tre sfide cruciali per l’Europa: velocità, per affrontare i rapidi cicli tecnologici; sostenibilità, per ridurre dipendenze da fornitori esterni all’Europa; e scalabilità, particolarmente rilevante alla luce della guerra in Ucraina, che ha evidenziato la crescente richiesta di capacità satellitari, ISR e cyber.

Dal punto di vista politico, ha sottolineato la complementarità tra NATO e Unione Europea, smentendo il rischio di sovrapposizioni e l’idea di alternative: “non siamo rivali. Siamo alleati. L’autonomia strategica europea non è isolamento, ma un rafforzamento del pilastro europeo dentro l’Alleanza”.

In chiusura, il suo monito è stato chiaro: “il tempo delle riflessioni astratte è finito. Il tempo delle scelte è ora. Da soli, forse, andremmo più veloci. Ma insieme, sicuramente, andremo più lontani”. Questo messaggio è stato ribadito anche da altri importanti relatori, i quali hanno sottolineato che la sicurezza collettiva non è più una questione esclusiva degli specialisti, ma un impegno politico, industriale e culturale che coinvolge tutti i cittadini.

Riflettendo sul tema della pace, Bruno Vespa ha ricordato che, sebbene tutti preferiscano la pace alla guerra, la preparazione alla guerra rimane necessaria per preservare la pace, affermando: “si vis pacem para bellum”. Pertanto, i cittadini europei, in particolare gli italiani, hanno la responsabilità di costruire una deterrenza efficace, preparandosi a difendere la pace anche attraverso il conflitto, se necessario, con particolare riferimento alla guerra ibrida.

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