Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha dichiarato di non essere favorevole alla sospensione delle squadre russe dalle competizioni internazionali. In un’intervista del 3 settembre 2025 a Politico, il dirigente sloveno ha espresso rammarico per l’esclusione delle selezioni giovanili under 17, sottolineando che «un bambino non vota, non sostiene alcun politico».
Pressioni politiche e civili sulla UEFA
Ceferin ha ammesso che la decisione di allontanare gli atleti russi è stata influenzata da una forte pressione politica e, in seguito, da quella dell’opinione pubblica. «Non posso dire cosa accadrà. Le discussioni sono aperte su tutto, ma personalmente sono contrario all’esclusione degli sportivi», ha spiegato. Secondo il presidente UEFA, gli atleti non hanno alcuna possibilità concreta di fermare la guerra, e l’allontanamento non ha contribuito a modificare la situazione in Ucraina.
Il ritorno delle squadre russe come questione di principio
L’argomento solleva divisioni profonde. Da un lato, il reintegro delle squadre russe potrebbe essere percepito come un segnale di normalizzazione dell’aggressione contro l’Ucraina, minando l’idea di giustizia e aprendo la strada alla narrativa del Cremlino. Dall’altro, dirigenti di FIFA e UEFA ribadiscono che lo sport dovrebbe rimanere «fuori dalla politica» e servire a unire piuttosto che dividere.
Rischi di propaganda e conseguenze per le sanzioni
Molti osservatori sottolineano che Mosca utilizza lo sport come strumento di politica e propaganda, trasformando le vittorie sportive in messaggi di mobilitazione nazionale. Il rientro delle squadre giovanili o dei club darebbe al Cremlino una nuova piattaforma di influenza mediatica e simbolica. Inoltre, un allentamento del bando rischierebbe di erodere il regime sanzionatorio occidentale, creando un precedente pericoloso: se lo sport può essere separato dalla politica, perché non anche l’economia o l’energia?
Contesto e posizioni divergenti
Dal febbraio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, FIFA e UEFA hanno escluso tutte le rappresentative e i club di Mosca dalle competizioni. I tentativi di reintegrare le formazioni giovanili sono stati bloccati dalle minacce di boicottaggio da parte di altre federazioni nazionali. Nel frattempo, agli atleti russi è stato consentito di partecipare a competizioni individuali come le Olimpiadi, ma solo in forma neutrale e a condizione di non sostenere la guerra né avere legami con l’esercito.
Chi è Aleksander Ceferin
Avvocato di formazione e già presidente della Federcalcio slovena, Ceferin guida la UEFA dal 2016. Negli anni ha affrontato numerose crisi, dal progetto della Superlega alle tensioni tra federazioni nazionali, fino all’attuale dibattito sull’eventuale reintegrazione della Russia nelle competizioni calcistiche europee.