Centinaia di turisti bloccati a Machu Picchu a causa di proteste locali

17.09.2025 10:55
Centinaia di turisti bloccati a Machu Picchu a causa di proteste locali

Proteste a Machu Picchu: 1.400 turisti evacuati mentre la situazione resta tesa

Centinaia di turisti sono bloccati nella cittadina di Aguas Calientes, vicino alle rovine di Machu Picchu, in Perù, a causa delle proteste dei residenti che hanno interrotto il traffico su parte della linea ferroviaria locale. Martedì il governo ha detto di aver evacuato circa 1.400 turisti. Altre centinaia sono ancora lì, e non è chiaro il numero esatto (secondo i giornali, tra 200 e 900 persone), riporta Attuale.

I manifestanti protestano contro la gestione dei servizi di trasporto in autobus che collegano la stazione ferroviaria di Aguas Calientes al sito archeologico. Lo scorso 4 settembre è scaduto il contratto trentennale della compagnia di autobus locale, Consettur. Le autorità locali hanno assegnato provvisoriamente la concessione a un’altra impresa, Inversiones Sumaq Ayllu San Antonio de Torontoy, che però non ha ancora cominciato a operare, perché i treni che dovevano trasportare gli autobus fino ad Aguas Calientes non sono mai partiti a causa di un presunto sabotaggio. Consettur, nel frattempo, ha continuato a operare in modo irregolare per fornire il servizio autobus.

I manifestanti chiedono che Consettur cessi di trasportare turisti e che i bus della nuova impresa vengano trasportati ad Aguas Calientes. Dato che non esistono strade che connettano Aguas Calientes e Machu Picchu alle cittadine vicine, il trasporto deve avvenire in treno. Inoltre, richiedono procedure di selezione trasparenti per l’assegnazione definitiva della concessione.

Machu Picchu è uno dei principali siti archeologici del Perù, visitato quotidianamente da circa 4.500 persone. La zona è isolata e raggiungerla non è semplice, spesso comporta un viaggio in treno fino ad Aguas Calientes seguito da un trasporto in autobus. A causa delle proteste, i manifestanti hanno bloccato i trasporti, causando scontri con la polizia e ferendo circa 15 agenti. Hanno anche ostruito parte della linea ferroviaria, costringendo l’azienda Ferrocarril Transandino a sospendere il servizio.

Alcuni turisti sono riusciti a lasciare la zona usando piccoli carrelli artigianali sulle rotaie, mentre altri, su indicazione delle autorità locali, hanno dovuto camminare per diverse ore fino a un punto della ferrovia dove il traffico è regolare. Tuttavia, questa opzione non è percorribile per tutti, come ha riferito un visitatore cileno che si trovava lì con la moglie incinta.

Nella tarda serata del 16 settembre, le autorità peruviane hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con i manifestanti, permettendo il parziale ripristino del traffico e l’evacuazione dei turisti. Le autorità hanno avvertito che ciò non significa la fine delle proteste o il ritorno a una normale operatività dei trasporti.

Le tensioni non sono nuove: già a gennaio 2024 centinaia di turisti erano rimasti bloccati a causa di simili proteste. Alla fine del 2023, Machu Picchu era rimasto chiuso per quasi un mese a causa delle ingenti manifestazioni contro la destituzione dell’ex presidente Pedro Castillo.

1 Comment

  1. Incredibile, come si può arrivare a una situazione del genere! Tutto per un semplice cambio di compagnia di autobus? Capisco le esigenze, ma i turisti meritano rispetto! Speriamo risolvano presto, ma intanto… chi ci va più a visitare Machu Picchu?

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