La docuserie «Crime Manson: La fabbrica del male» su Sky Crime esplora la vita e i crimini di Charles Manson, il noto serial killer americano. Composta da tre episodi, la serie presenta audio inediti del criminale, fornendo una nuova prospettiva su eventi mai completamente ricostruiti, riporta Attuale.
Il racconto della vita di Charles Manson, del suo tempo in carcere e dei crimini di cui è accusato, è già stata oggetto di libri e serie TV come Acquarius (2015). La serie di Sky infatti analizza la sua figura e la sua influenza sulla cosiddetta «famiglia», attraverso le testimonianze di ex membri e conversazioni avvenute durante la sua detenzione con John Michael Jones, un ex truffatore.
Le origini: chi era Charles Manson
Nato da un truffatore del Kentucky che non lo riconobbe e da una madre che divenne ladra e alcolizzata, Manson ha vissuto una giovinezza tumultuosa. Dopo l’ennesimo arresto della madre, fu rinchiuso in un riformatorio cattolico, dove apprese presto che il rispetto per l’autorità era imperativo se voleva sopravvivere.
A dieci anni Manson iniziò a praticare boxe per difendersi e la sua giovinezza fu segnata da attività criminali, tra cui un arresto per incendio doloso e furto d’auto che culminarono in una condanna in un istituto minorile.
La nascita della «famiglia»
Uscito di prigione nel 1967, Manson aveva ormai 32 anni e trascorso metà della sua vita incarcerato. In quel periodo, si trasferì a San Francisco durante la Summer of Love e iniziò a formare la sua «famiglia», accogliendo giovani vulnerabili e disperati che trovò affini a lui.
Con la sua tribù, provò l’uso di droghe e si trasformò in un guru, portando le donne, molte delle quali minorenni, a dipendere da lui. Viaggiarono per l’America e vissero come una comune, occupando abitazioni abbandonate e procurando cibo dai cassonetti.
L’incontro con Dennis Wilson dei Beach Boys
Nel 1968, la sua vita cambiò quando incontrò Dennis Wilson dei Beach Boys. Iniziarono a collaborare musicalmente, ma la situazione si complicò quando Wilson rifiutò di accettare completamente Manson e la sua famiglia, portandoli a cercare un nuovo rifugio.
Manson cercò di sfruttare la sua esperienza musicale e di entrare nel mondo della discografia, ma la sua visione non fu mai accettata a causa della sua reputazione violenta. Sentendosi tradito dai Beach Boys, la sua frustrazione crebbe.
L’«Helter Skelter» e l’imminente guerra razziale
Influenzato dagli eventi sociali del tempo, Manson iniziò a parlare di una prevista wars razziale, che chiamava «Helter Skelter», interpretando in modo distorto i messaggi di canzoni famose per giustificare le sue visioni. Le sue teorie divennero man mano più inquietanti e violente.
Gli omicidi di Sharon Tate e dei coniugi LaBlanca
Il 27 luglio del 1969 si verificò il primo omicidio registrato, ma fu nei mesi successivi che Manson venne a conoscenza della brutale realtà dei delitti che avrebbe orchestrato. Nell’agosto precedente, incitò i membri della sua famiglia a commettere crimini, tra cui l’omicidio dell’attrice Sharon Tate, incinta al momento della sua morte, e di altri cinque individui.
Durante il processo che seguì gli omicidi, la vera natura del controllo esercitato da Manson sulle sue discepole emerse chiaramente. Il processo durò diversi mesi e culminò con la condanna di Manson, di Susan Atkins e di altri membri della sua famiglia per i crimini commessi. Molti di loro ricevettero inizialmente la pena di morte, che nei successivi anni venne commutata in ergastolo.
Charles Manson morì il 19 novembre 2017, dopo aver passato oltre 70 anni della sua vita in carcere, senza mai mostrare segni di rimorso per le atrocità commesse, lasciando dietro di sé un’eredità oscura e inquietante nella storia americana.