Chi desidera unirsi al «Board» di pace di Trump?

22.01.2026 14:55
Chi desidera unirsi al «Board» di pace di Trump?

Chi vuole entrare nel «Board» di Trump?

Durante l’apertura del Consiglio della Pace (Board of Peace) voluto da Donald Trump al World Economic Forum di Davos, si è assistito a una composizione controversa di membri che include «sei monarchi, tre ex funzionari sovietici, due regimi sostenuti dai militari e un leader ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra», riporta Attuale. Questo nuovo organismo, secondo osservatori, intende sostituire l’Onu, sebbene le adesioni siano state finora deludenti. Tra i partecipanti ci sono nazioni come Israele, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, e altri, con solo due paesi europei, Ungheria e Bulgaria, presenti. Allo stesso tempo, Francia, Svezia e Norvegia si sono distaccate, con ulteriori defezioni europee, inclusa l’Italia, attese.

Al di là della cerimonia, altre notizie cruciali emergono da Davos: l’incontro atteso tra Trump e Zelensky, e a Mosca, quello tra Putin e l’équipe Witkoff/Kushner. Si segnalano anche interventi di leader come Rutte, che discute degli interessi sulla Groenlandia, e il discorso di Merz, che ha suscitato scarso interesse. Quella sera si svolgerà anche una riunione dei leader dell’UE, con preoccupazioni globali riguardo all’accesso all’istruzione; infine, è stato confermato il decesso di Rifaat Assad, noto esponente del regime siriano, all’età di 88 anni.

Il discorso di Trump, durante il quale ha presentato il Board, ha messo in luce sia il potere che le ambizioni dietro questa iniziativa. Trump ha sottolineato che, una volta pienamente formata, l’organizzazione potrà intraprendere azioni decisive, suggerendo che le Nazioni Unite, pur avendo potenziale, non sono attualmente efficaci. Il carico emotivo e le rivendicazioni di Trump hanno colpito l’uditorio, ma la reale efficacia del Board rimane da verificare.

La strategia di Kushner, presentata in un contesto visivamente attraente tramite proiezioni di piani di sviluppo per Gaza, enfatizza un approccio pragmatico agli investimenti, invitando investitori a unirsi a un progetto che promette non solo pace ma anche prosperità economica. L’evento ha rappresentato una sfida alla visione tradizionale della diplomazia e un’apertura verso un modello imprenditoriale nella politica internazionale.

In un contesto di crescente tensione geopolitica, la verifica della sostenibilità della pace proposta è centrale, con l’elezione di membri che devono dimostrare una lealtà incondizionata all’agenda di Trump.

Il summit di Davos ha fatto eco all’urgente necessità di rivedere i rapporti internazionali, in special modo tra Stati Uniti e le nazioni europee, le cui sfide comuni – come l’Ucraina e la Groenlandia – necessitano di un’alleanza strategica più coesa e visionaria.

1 Comments

  1. Ma davvero si vuole sostituire l’Onu con un “Board” così controverso? 🤨 Non posso credere che tante nazioni partecipino a questa iniziativa di Trump, mentre l’Europa sembra distante. Cosa ne sarà della nostra sicurezza e stabilità? Dobbiamo preoccuparci…

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