La liberazione di Jacques Moretti suscita polemiche in Italia
La liberazione di Jacques Moretti, co-proprietario del Bar Le Constellation di Crans-Montana, ha destato scalpore tra i familiari delle vittime e tra le fila del governo italiano: ieri mattina, Roma ha richiamato l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. Dietro la scarcerazione del principale indagato per il rogo che ha causato la morte di 40 persone, tra cui 6 italiani e 116 feriti, vi sarebbe “un amico stretto della coppia Moretti”, che ha già versato i 200.000 franchi di cauzione, circa 215.000 euro. “Contando che l’imputato attualmente non dispone più di alcun reddito, che lui e sua moglie possiedono beni immobili ipotecati nonché veicoli in leasing, l’importo di 200mila franchi appare adeguato”, indicava il pubblico ministero nella richiesta del 10 gennaio, secondo quanto riportato da Attuale.
Sull’identità del versante della cauzione circolano solo ipotesi, dato che il diretto interessato ha preferito mantenere l’anonimato. Secondo fonti dell’Agi, si tratterebbe di un imprenditore ginevrino, mentre il Corriere della Sera suggerisce che siano stati un notaio o un assicuratore di Crans-Montana, i cui uffici distano pochi passi dal Constellation. Se il profilo interessa, non è tanto per curiosità morbosa, quanto per la richiesta di trasparenza da parte dei parenti delle vittime, che temono che dietro quei fondi ci sia denaro sporco o che la scarcerazione possa favorire un’eventuale fuga della coppia Moretti dalla Svizzera.
La Procura generale di Sion ha avviato delle verifiche sull’origine dei fondi e sull’identità dell’individuo coinvolto, oltre alla “natura dei rapporti con l’imputato”. Jacques Moretti, detenuto dal 9 gennaio, sarà sottoposto alle stesse misure restrittive della moglie, Jessica Maric: divieto di lasciare il territorio svizzero, confisca dei documenti d’identità e una visita giornaliera al commissariato di Polizia. Tuttavia, tali disposizioni sono considerate insufficienti dagli avvocati delle parti lese. Secondo Christophe de Galembert, avvocato francese intervistato dal Figaro, “il tribunale ha disposto la liberazione, relativizzando il rischio di fuga verso la Francia e, in particolare, verso la Corsica, dove l’imputato ha legami noti”. Sébastien Fanti, avvocato svizzero, avverte che il Tribunale rischia di danneggiare le indagini poiché non è prevista alcuna misura restrittiva nei confronti di altri coinvolti nel caso.
La coppia Moretti, proprietaria del Constellation, è indagata per “omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo”. Inoltre, il Comune di Crans-Montana ha riconosciuto la propria negligenza nel non aver effettuato controlli adeguati sul sistema anti-incendio dal 2019. Le udienze continuano, ma il Ministero pubblico del Canton Vallese non ha ancora comunicato le date dei prossimi interrogatori.