Fatti sull’Immigration and Customs Enforcement (ICE): Reclutamento e Operazioni
Il Department of Homeland Security (DHS) statunitense, istituito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, ha incluso l’ICE come principale agenzia di contrasto all’immigrazione illegale. Negli ultimi anni, in particolare durante il primo anno di presidenza di Donald Trump, il numero di agenti è aumentato sensibilmente, passando da 10.000 a 22.000. Questo incremento è avvenuto grazie a una campagna di reclutamento costata 100 milioni di dollari, indirizzata principalmente a “patrioti americani qualificati”. Ultimamente, è emerso che il tempo di addestramento è stato ridotto a sole 8 settimane, mentre sono stati eliminati i requisiti di conoscenza dello spagnolo, una lingua comune tra molti migranti. Un evento tragico ha segnato un recente intervento dell’ICE, con un agente che ha ucciso la donna disarmata Renee Good a Minneapolis, riporta Attuale.
L’ICE e la Border Patrol, insieme, formano una struttura di sicurezza nazionale che opera principalmente lungo i confini. Questi ultimi, composti da circa 20.000 agenti, hanno ricevuto l’incarico di effettuare rastrellamenti e deportazioni nelle città statunitensi. La composizione demografica della Border Patrol mostra una rappresentanza del 50% di agenti appartenenti a minoranze latino-americane, contrariamente al 30% dell’ICE, prima dell’ultimo reclutamento.
Gli agenti dell’ICE operano in diverse divise, a volte anche in borghese. Indossano giubbotti anti-proiettile contrassegnati con “Police”, “ICE” o “ERO” e, in alcune situazioni, utilizzano equipaggiamenti anti-sommossa. Il personale della Border Patrol ha un’alta presenza di uomini e una bassa percentuale di donne, inferiori al 4%. La sicurezza dei funzionari è essenziale, con molti che coprono i loro volti per evitare riconoscimenti.
La Guardia Nazionale degli Stati Uniti, storicamente il nucleo delle forze armate, conta attualmente 325.000 riservisti. Viene attivata in situazioni di emergenza o in caso di guerra, sotto la richiesta del Presidente o dei governatori. Le loro recenti missioni includono risposte a crisi nazionali e, ironicamente, sono state chiamate contro le misure di sicurezza federali che spesso mostrano eccessiva forza. Tuttavia, nel dicembre scorso, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha limitato l’uso della Guardia Nazionale contro i manifestanti.
Questa evoluzione delle forze di sicurezza evidenzia le tensioni interne negli Stati Uniti riguardo le politiche migratorie e le misure di enforcement. Con le crescenti preoccupazioni riguardo le violenze e gli abusi, l’operato dell’ICE e della Border Patrol continuerà a essere oggetto di dibattito e scrutinio, dato il suo impatto diretto sulle vite delle persone coinvolte.